I vincenti non convincono Mattarella. Che si prende altro tempo e mette alle strette Di Maio e Salvini

Redazione

Dal Quirinale arriva un'altra fumata nera. Sperava, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che una settimana bastasse a convincere le forse politiche a trovare una soluzione e far nascere un governo. Passata la due giorni di consultazioni deve arrendersi. Anche questo secondo giro è stato più o meno inutile.

 

Il Capo dello Stato si presenta davanti ai giornalisti dopo aver ricevuto Giorgio Napolitano, Roberto Fico e Maria Elisabetta Casellati, e certifica ufficialmente quello che tutti hanno visto: nulla è cambiato. “Dall'andamento delle consultazioni - dice - il presidente della Repubblica emerge con evidenza che il confronto tra i partiti per dare vita in Parlamento a una maggioranza che sostenga un governo non ha fatto progressi”.

 

 

E allora che si fa? Si prende ancora tempo. Non troppo però. Ché il Paese ha bisogno al più presto di “un governo nella pienezza delle sue funzioni”. Quindi aggiunge Mattarella, “attenderò alcuni giorni, trascorsi i quali valuterò in che modo procedere per uscire dallo stallo che si registra”.

 

 

Insomma, nonostante tutto Mattarella sembra piuttosto certo che esista un modo per “uscire dallo stallo”. Che si tratti di un mandato esplorativo o di un preincarico (si fa il nome del leghista Giancarlo Giorgetti) o piuttosto di una richiesta di far nascere un governo sostenuto da tutte le forze politiche è difficile capire quale sarà la decisione del presidente. Di certo c'è che, nonostante il veto su Berlusconi, Lega e M5s hanno già dimostrato ampiamente di poter lavorare insieme. Difficile pensare che Mattarella possa uscire da questo “recinto”.

 

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