Tiziano Renzi: "Basta stillicidio, chiedo di essere processato ovunque"

Annalisa Chirico

Il colpo di scena che non ti aspetti. Mentre la procura di Roma, dopo l’ennesima richiesta di proroga delle indagini, non ha ancora sciolto la riserva su un’eventuale richiesta di rinvio a giudizio per Tiziano Renzi, e i magistrati di Firenze aprono un nuovo filone di indagine per presunte fatture false, il padre dell'ex premier annuncia che d’ora innanzi si avvarrà della facoltà di non rispondere e chiede di "essere processato ovunque".

 

"Da quattro anni - dice Tiziano Renzi – la mia vita professionale e personale è stata totalmente stravolta. Dopo anni di onorata carriera, senza alcun procedimento penale nei miei confronti, mi sono trovato improvvisamente sotto indagine in più procure d'Italia per svariati motivi". Renzi senior lamenta di essere stato trasformato "da cittadino modello in pluri-indagato cui dedicare pagine e pagine sui giornali. Alla veneranda età di 67 anni confesso la mia stanchezza".

 

Una reazione comprensibile sotto la pressione giudiziaria e mediatica che nel giro di pochi anni lo ha visto al centro di diverse vicende giudiziarie, a partire dall’inchiesta genovese per bancarotta fraudolenta terminata con una archiviazione dopo 24 mesi di circo mediatico. Tiziano Renzi respinge ogni accusa, afferma di non aver mai commesso alcun reato, incluso quello di traffico di influenze per cui è ancora sotto indagine da parte dei pm di Roma, che invece hanno archiviato l'inchiesta sul pm partenopeo Henry J. Woodcock per le fuoriuscite giornalistiche e le manipolazioni degli atti di indagine nell’ambito dell’inchiesta Consip. "Urlo con forza la mia innocenza – prosegue Tiziano Renzi – che peraltro nessuno ha mai potuto negare in questi anni.

 

Ma dopo quattro anni di processi sui giornali, con uno stillicidio di anticipazioni, notizie, scoop senza che mai ci fosse un solo responsabile per le clamorose e continue fughe di notizie, adesso dico basta. Sono io che chiedo che si facciano i processi. Ma si facciano nelle aule di tribunale, non sui giornali. Ho il dovere di difendere la mia dignità e la credibilità professionale della mia azienda. D'ora in avanti ho deciso che in tutti i procedimenti in cui sono coinvolto mi avvarrò della facoltà di non rispondere. Non ho niente da temere, non avendo commesso alcuno dei reati che mi sono stati contestati. Ma voglio essere processato davanti alla giustizia italiana per ciò che ho fatto, non sui giornali per il cognome che porto".

 

In chiusura, la nota diffusa dall’avvocato Federico Bagattini fa riferimento all’interrogatorio che si sarebbe dovuto tenere oggi a Firenze per la vicenda relativa ad alcune presunte fatture false. "Diverse ore prima dell'appuntamento con i magistrati le redazioni dei giornali erano già state debitamente allertate. E' forse normale che ciò accada? Eppure avviene puntualmente in ogni procedimento che mi riguarda a cominciare dalla evidente falsificazione di presunte prove nei miei confronti, falsificazione così enorme da suonare paradossale. Ma credo nella giustizia e nelle istituzioni italiane. E dunque mi auguro che si celebrino i processi, e che ciò avvenga il più velocemente possibile. Passerò i prossimi anni della mia vita nei tribunali per difendermi da accuse insussistenti e per chiedere i danni a chi mi ha diffamato. Ma almeno potrò dire ai miei nipoti che la giustizia si esercita nelle aule dei tribunali e non a mezzo stampa".

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