Fassina ci spiega perché da sinistra tifa per il leghista Bagnai

David Allegranti

Roma. “In bocca al lupo ad Alberto Bagnai, candidato indipendente con la Lega. La sua analisi dell’euro è fondamentale. Siamo su sponde opposte, ma per primato della nostra Costituzione su Trattati europei dobbiamo dialogare”, twitta Stefano Fassina, già responsabile economico del Pd con Pier Luigi Bersani, già viceministro dell’Economia con Enrico Letta e oggi tra i leader di Sinistra Italiana, tra pochi giorni in libreria con “Controvento. Contributi per la rinascita della Sinistra. Il patriottismo costituzionale” (Imprimatur). 

 

 

Fassina, sinistra e Lega insieme? Ci spiega questo tweet?

“Devo dire che sono molto stupito per le reazioni negative; avendo da tanti anni un dialogo con Bagnai e avendo specificato peraltro che stiamo su sponde opposte, non mi aspettavo reazioni così violente. Considero che un profilo come il suo, nonostante abbia scelto la Lega, sia un profilo con il quale si possa dialogare sulle questioni economiche. Il che ovviamente non modifica di una virgola il mio giudizio radicalmente negativo sulle tante posizioni della Lega di Salvini, dai migranti alla flat tax. Dialogare con un interlocutore che da tanti anni approfondisce temi dei quali mi occupo lo trovo fisiologico in una democrazia”.

 

E a Claudio Borghi, candidato a Siena e no-euro anche lui, niente congratulazioni?

“Con Borghi non ho alcuna frequentazione ed è organico alla Lega, mentre Bagnai viene da un altro percorso e certamente si presenta come candidato indipendente. Borghi è un dirigente nazionale della Lega Nord. Per quanto mi riguarda, è molto diverso”.

 

C’è un punto insomma in cui destra e sinistra si toccano?

“No, perché dialogare non vuol dire toccarsi, non vuol dire condividere valori o strategie. Anche perché, come ho specificato, siamo su sponde opposte. Dopodiché, Bagnai ha lavorato molto su determinati temi e credo che sia utile un dialogo con chi si presenta come indipendente. Dialogo circoscritto alle questioni economiche”.

 

Un dialogo quindi non solo quindi sull’euro. 

“Sulla flat tax ci siamo scambiati valutazioni opposte. Per il resto, dialogare non vuol dire condividere. Dialogare non vuol dire compromettersi e tradire la classe operaia”. 

 

Dialogo con Bagnai, candidato con la Lega, interlocuzione con i Cinque Stelle nel Lazio per le Regionali. Strane convergenze, non trova?

“Sono cose molto diverse. Per quanto riguarda i 5 stelle nel Lazio, ho scritto che mi sarei impegnato per un confronto programmatico. Questa prospettiva è esclusa per la Lega. Su Bagnai c’è una valutazione circoscritta alla sua persona e a quel tema”.

 

Ma secondo lei potrebbe nascere un governo sinistra-Cinque Stelle?

“Come abbiamo detto più volte, mettiamo al centro il programma. Ci sono punti sui quali c’è convergenza e altri sui quali siamo distanti. Direi di procedere con i piedi per terra, senza voli pindarici. Tra l’altro c’è una difficoltà a capire, su questioni importanti, quello che vogliono i 5 stelle. Il M5s non ha una linea chiara, anche sull’euro, un tema che non è proprio secondario. Sullo ius soli si sono opportunisticamente defilati, sulle tasse Di Maio quando è andato negli Stati Uniti ha detto di apprezzare le proposte di Trump. Su altri temi invece, per quanto riguarda il lavoro, su jobs act e correzioni del jobs act abbiamo portato avanti proposte molto simili, come sulla scuola. L’alleanza dunque si potrebbe costruire a partire dalla coerenza programmatica. La bussola è il programma”.

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