Mattarella ha sciolto le camere. Si vota il 4 marzo

Redazione

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha firmato il decreto di scioglimento del Senato e della Camera dopo aver incontrato i presidenti dei due rami del parlamento e il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni. Subito dopo il consiglio dei ministri ha approvato il decreto con la data delle elezioni che, come previsto, si svolgeranno il 4 marzo. 

  

   

Il periodo che va da oggi al giorno del voto sarà scandito da una serie di scadenze politiche. Ecco le tappe per arrivare alla formazione di un nuovo governo.

  

I simboli. Vanno depositati dai partiti al Viminale tra la mattina del quarantaquattresimo e le 16 del quarantaduesimo giorno prima del voto.

Le liste dei candidati. Vanno presentate tra la mattina del 35/mo e le 20 del 34/mo giorno prima del voto: dunque a fine gennaio.

I sondaggi. Ne è vietata la diffusione nei 15 giorni che precedono il voto. Dalla data di convocazione dei comizi elettorali la legge vieta a tutte le pubbliche amministrazioni di svolgere attività di comunicazione, compresa quella relativa all'attività istituzionale dell'ente. Non rientrano, invece, nel divieto le attività di comunicazione istituzionale effettuate in forma impersonale ed indispensabili per assolvere con efficacia le funzioni proprie delle amministrazioni pubbliche.

I comizi e le riunioni di propaganda elettorale. Si possono tenere dal trentesimo giorno antecedente la data delle elezioni; sono invece vietati nel giorno precedente e in quelli stabiliti per la consultazione elettorale.

Le nuove camere. La prima seduta non deve avvenire oltre venti giorni dalle elezioni: se si voterà il 4 marzo, la prima seduta non potrà dunque essere convocata oltre il 24 di quel mese. Servirà per eleggere i rispettivi presidenti ed uffici di presidenza.

Il nuovo governo. Solo dopo l'elezione dei presidenti delle Camere e la costituzione dei gruppi parlamentari (tra due e tre giorni dalla prima seduta) sarà possibile per il presidente della Repubblica avviare le consultazioni per la formazione del nuovo governo che prima di aprile inoltrato, se ci saranno i numeri per una maggioranza, non potrà vedere la luce.

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