Pisapia e Alfano dicono no all'unione civile elettorale

L'ex sindaco di Milano smentisce le indiscrezioni sul listone unico con Renzi e Ncd: "Sarebbe un incubo" Anche il ministro degli Esteri boccia l'ipotesi
27 GEN 17
Ultimo aggiornamento: 05:28 | 11 AGO 20
Immagine di Pisapia e Alfano dicono no all'unione civile elettorale
La decisione della Corte Costituzionale sull'Italicum ha aperto di fatto la campagna elettorale. Un secondo dopo il comunicato ufficiale della Consulta, infatti, quasi tutti i partiti hanno cominciato a parlare di voto anticipato. Due secondi dopo, invece, si è cominciato a ragionare su formule e alchimie per raggiungere quello che, a questo punto, resta l'obiettivo principale: il 40% dei consensi e la conquista del premio di maggioranza.
Così, sui giornali, si è cominciato a parlare del "listone" di Matteo Renzi. Un contenitore nel quale far confluire, oltre al Pd, altre forze politiche più piccole come il Ncd di Angelino Alfano e la sinistra di Giuliano Pisapia. Peccato che i diretti interessati non abbiano alcuna intenzione di legarsi in questa unione civile elettorale.
"Per me, e non solo per me - scrive Pisapia rispondendo su Twitter ad Antonio Polito che gli chiede conto del 'listone unico' -, sarebbe un incubo ed è folle solo pensarlo". Altrettanto netto (sempre su Twitter e sempre rispondendo a Polito) Alfano: "No: zero assoluto. Io non soffro di incubi. Se ne ho avuto qualcuno, è stato migliore o peggiore ma non uguale a questo". E pure Lorenzo Guerini, vicesegretario del Pd, dice la sua: "Vedo che si evocano scenari politici fantasiosi. Il Pd non ha mai pensato all'ipotesi di un listone con dentro tutto e il suo contrario. Consiglierei a tutti di non inseguire e rincorrere indiscrezioni e retroscena a casaccio e seminati ad arte". Insomma la Santa Alleanza non s'ha da fare. Almeno per ora.