Voglia di ricominciare e un vago effetto nostalgia alla Milano Fashion Week estate 2027

Organze, top e brassière modello lingerie (torna La Perla), gonne a palloncino, con uno sguardo agli anni che ricordiamo come felici e che i giovani scoprono adesso

28 SET 26
Ultimo aggiornamento: 07:03
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Sì i trench di organza trasparente o di tessuto spalmato, che incorniciano il corpo senza occultarlo. Certo, le gonne corte a palloncino che non vedevamo da una ventina d’anni buoni. Naturalmente, top e corsetti modello lingerie, e giacche da camera che escono in strada e che producono un effetto ancora maggiore per via del ritorno sul mercato e nella competizione modaiola di La Perla. Le molte giacche benissimo tagliate, le incredibili lavorazioni all’uncinetto di Cucinelli, i colori sabbia e marron e bianco che naturalmente uno si aspetta per le collezioni primavera-estate, gli abitini da spiaggia di lino però costruiti e gradevoli, vedi Luisa Spagnoli, Silvana Armani che porta in passerella il cotone, come lo zio non faceva, non per la prima linea comunque. Con rare eccezioni, la moda estate 2027 presentata a Milano mostra quel genere di portabilità che il momento congiunturale richiede: facile, comprensibile, leggermente ritoccata al ribasso nei prezzi (ci siamo informati, non siamo sicuri che la gente sarà contenta di aver pagato per anni più del dovuto). Ma quello che esce in misura potente, dalla tornata della Milano Fashion Week estate 2027, è un effetto-nostalgia. Che le ragazzine ovviamente non percepiscono perché ignorano che cosa è successo ieri, figurarsi una generazione fa e dunque è comprensibilissima Maria Grazia Chiuri quando, presentando en petit comité la sua nuova collezione, che riesce ad essere portabile e fresca e accattivante pur guardando al come eravamo della nostra generazione, racconta di aver dovuto presentare al suo team creativo, cioè letteralmente dire-chi-fosse, Adriano Celentano, che noi credevamo un monumento nazionale, salvo veder scoppiare l’entusiasmo per il Prisencolinensinainciusol al primo ascolto anche fra gli ambassador coreani del marchio.
Da Cavalli si rivedono le stampe storiche, sono ancora fresche. Ci sono state estati felici, si spera che ce ne saranno ancora, ci sono volti e nomi che devono essere celebrati, la cui lezione non si può dimenticare, soprattutto non si deve, ed ecco allora Agnese Zogla, la modella più amata di Giorgio Armani, che indossa fra le prime uscite della collezione estate 2027 una replica esatta del suo completo della comunione, anno di grazia 1942, con i guanti bianchi e i pantaloni lunghi e probabilmente erano i  primi perché all’epoca i ragazzini perbene indossavano quelli corti anche d’inverno fino appunto agli otto-dieci anni. C’è voglia, più che altro bisogno, di tornare a guardare all’essenza del corpo vestito (“I like my body when it is with your body”, dalla poesia di Edward Cummings, che titola la sfilata di Fendi), e al tempo stesso alle stelle. Radicati sulla Terra, con lo sguardo verso l’alto: sentirsi più leggeri, del racconto felice di Marras stampato di fiori. Per il suo ritorno, perché la competizione di questi anni è cì accentuata che non tutti possono permettersi di sfilare sempre, in continuità, Massimo Giorgetti di Msgm ha stretto un accordo con la fondazione Schifano e ha scelto naturalmente le sue palme e le sue stelle. "Ricomincio da me", 1983.