Comunicazione e politica

Flaminia Marinaro

Guida moderna per cittadini sbandati e politici allo sbando” è il sottotitolo del prontuario di comunicazione politica che Angelo Baiocchi, esperto del settore e attento osservatore della realtà ai confini del profetismo propone. Nel libro, scritto ben prima del voto del 4 marzo, l’autore immagina come unica soluzione possibile l’alleanza – perché aborrisce la parola “inciucio” – tra Lega e M5s ed è curioso, come lui stesso ci dice, che questa possibilità l’avesse già espressa prima delle elezioni del 2013 mentre – ma probabilmente non è stato l’unico – aveva intuito prima ancora del Referendum costituzionale la débâcle di Renzi, al quale dedica un capitolo intitolato: “Peccato”.

Insomma, Angelo Baiocchi propone una specie di vademecum dedicato e indirizzato non tanto e non solo ai poveri elettori sfiancati, costretti a trascinarsi fino ai seggi elettorali vetusti e polverosi e poi obbligati a scegliere anche in totale mancanza di offerta ma, soprattutto ai politici de facto o in pectore ai quali a volte basterebbe qualche consiglio in più, se non proprio una preparazione soddisfacente, per centrare il tiro. Nella sua visione, la mala comunicazione è una pericolosa spirale verso il basso ormai inesorabilmente inarrestabile, è un circolo vizioso che genera sfiducia e alimenta l’antipolitica, “i media tradizionali e il popolo della rete amplificano e contribuiscono a questo precipitare”. Con un pizzico di ironia tratteggia l’Italia come l’unico caso di democrazia in cui chi governa perde, dove nascono come funghi nuovi soggetti politici, dove con una velocità straordinaria governi e parlamenti vengono rimandati a casa, dove a ogni stormir di fronde viene cambiata la legge elettorale, dove non si riescono a spendere i soldi che si hanno e via dicendo.

Da esperto di comunicazione aziendale, l’autore dedica una sezione del saggio a una serie di consigli pratici volti ad aggregare consenso tra i quali fare gesti plateali come ridare indietro parte degli emolumenti, cercare di essere coerenti, semplici, di buoni sentimenti e soprattutto girare con i mezzi pubblici. Conclude con una disamina del tipo di comunicazione utilizzata dai leader degli ultimi dieci anni iniziando da Silvio Berlusconi evidentemente insuperato, fenomenale innovatore e rappresentante della mala comunicazione personalistica, per giungere fino al consorzio Grillo-Di Maio-Casaleggio-piattaforma Rousseau che proponendo la democrazia diretta rischia la deriva verso la morte della democrazia stessa, in mezzo la storia d’Italia degli ultimi dieci anni fatta di luci ed ombre, sbagli, speranze e delinea la nuova figura ormai consolidata all’orizzonte dei nuovi leader extraparlamentari.

 

COMUNICAZIONE E POLITICA
Angelo Baiocchi
Ponte Sisto, 298 pp., 16,50 euro

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