Fratello senza peccato

Gabriella Cantafio

Fabrizio, di estrazione borghese, coltiva emozioni piantando versi. Filippo, di origine contadina, sin da piccolo lavora la terra facendo fiorire delizie genuine. Uno genovese, l’altro sardo: il continente e l’isola, due mondi lontani che si incontrano per caso su un trattore nella splendida Gallura degli anni 70. Così nacque l’amicizia fraterna tra Fabrizio De André e Filippo Mariotti raccontata nel libro-intervista Fratello senza peccato di Brunella Lottero. “Come ti senti amico, amico fragile, se vuoi potrò occuparmi un’ora al mese di te”, recita la canzone scritta da Faber, nel ’75, riflettendo sulla fragilità dei rapporti umani. Affatto effimero è, però, il legame con Mariotti che, mentre cerca un posto di lavoro nella Forestale, trova un amico fraterno con cui condividere il sogno dell’Agnata, e non solo. Filippone diviene così il fattore fidato dell’Agnata, la tenuta dove Faber, il poeta che fino a quel momento per il contadino sardo era un perfetto sconosciuto, trascorre gran parte della sua esistenza.

 

Una casa diroccata tra i rovi viene trasformata in un paradiso terrestre, in cui il cantautore genovese alimenta le sue passioni progettando giardini di ginepri, laghetti e un controverso agriturismo.

 

Tra una raccolta di pomodori e patate e una sigaretta smezzata durante notti insonni nasce così una bromance tra i due, quasi coetanei, con le mani intrise di poesia. Unendo le rispettive solitudini, condividono una quotidianità scandita da prodezze in cucina, confessioni, sbalzi d’umore ma soprattutto crescita spirituale: uno insegna all’altro a parlare senza esser mai andato a scuola, l’altro trasforma Faber in un contadino gallurese. Un rapporto fraterno, dunque, con immancabili liti furibonde che però svaniscono dopo poco senza mai intaccare il legame indissolubile.

 

L’episodio che consacra definitivamente Filippone angelo custode di Faber risale all’estate del ’79, quando la calma dell’Agnata viene interrotta dall’irruzione di rapitori che tengono in ostaggio il cantautore e Dori Ghezzi sulle aspre alture di Buddusò. Lunghi mesi di apprensione per famigliari, amici, fan e soprattutto per Filippone che, continuando a curare amabilmente l’Agnata, confida sempre nel ritorno del suo amico fragile. “Filippo, tu sai a cosa servono le nuvole?”, gli chiedeva. Proprio così nacquero i versi Vanno. Vengono. Ritornano. Come Faber che, dopo quattro mesi, viene liberato e torna a sorreggersi alla spalla amica finché, troppo presto, un male lo strappa alla vita.

 

Filippo Mariotti, oggi, ha 80 anni e ogni giorno è all’Agnata a coltivare la terra e i sogni di Fabrizio De André. Proprio nella tenuta sarda si è recata la giornalista Brunella Lottero per raccogliere la testimonianza di un’amicizia unica che ha legato il contadino al più grande cantautore del panorama nazionale.

 

Con parole semplici e ricordi vividi, senza artifizi, Lottero in punta di penna consegna al lettore il racconto di Filippone, condito di aneddoti inediti, rispettandone la genuinità di emozioni e linguaggio. Si susseguono capitoli che portano il nome di passioni, affetti, progetti e paure di Faber come il sequestro, i concerti, Genova, l’alcol, Dori, Luvi e Cristiano. Brevi ma intensi squarci di vita trascritti integralmente, senza picchi di protagonismo ma con tanta sensibilità e discrezione, da Brunella Lottero che fa rivivere l’esistenza di due uomini che si completavano, senza peccato. La pensavano diversamente ma insieme si aggiustavano i pensieri. Quei pensieri in cui, ogni notte, Filippo dà la buonanotte al dolce Principe. Del suo cuore, dell’Agnata, della canzone d’autore italiana.

 

FRATELLO SENZA PECCATO
Brunella Lottero
Nulla Die, 152 pp., 14 euro 

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