Con le polo "istituzionali" Emiliano fa il verso a Salvini

Luca Roberto

Da quando è scoppiata l'emergenza sanitaria il governatore della Puglia ha preso a farsi vedere con le polo della Protezione civile. La denuncia della grillina Laricchia: "Pagate al doppio del prezzo di mercato"

Ce l'ha indosso pure alle Tremiti, per festeggiare la Puglia “sul podio più alto del turismo italiano”, dopo averla sfoggiata per mesi in ogni dove. Tanto che a qualcuno è venuto il sospetto che a Michele Emiliano la polo della Protezione civile, quella blu scuro e con le costine tricolore, piaccia quasi quanto piacevano al Matteo Salvini ministro dell'Interno le giacche a vento della Polizia e le maglie dei carabinieri. Certo, l'emergenza coronavirus è stata per gli esponenti di governo e per la maggior parte dei presidenti di regione una grande occasione di ribalta mediatica: tutte quelle conferenze e bollettini e ospitate televisive. Ma nessun altro, da Stefano Bonaccini a Luca Zaia, è scivolato come l'ex magistrato nel situazionismo da paese. Andando in tv, presenziando agli eventi ufficiali e ragguagliando i pugliesi ogni giorno sui nuovi contagi. Sempre più spesso con la tenuta da combattimento. 

 

 

Secondo la candidata grillina alle regionali di settembre Antonella Laricchia, si porrebbe anche un problema di costi. Emiliano ha stipulato con un azienda privata un accordo per la fornitura di 600 polo da destinare agli operatori della Protezione civile regionale, “la cui produzione la scorsa estate è stata affidata in tutta fretta dalla Regione con un atto dirigenziale e senza una ricerca di mercato”. I famosi prezzi di mercato secondo Laricchia, che ha coinvolto alcune aziende del settore, sarebbero almeno la metà, e anche la ditta che poi si è aggiudicata il lotto aveva preventivato un prezzo più basso: 36,50 euro che sono lievitati a oltre 57 euro perché Emilano ha richiesto delle specifiche aggiunte, come la riproduzione dei loghi e dello stemma con l'albero d'ulivo sulle maniche e sul petto, ma soprattutto le scritte per le autorità tra cui il solenne: “presidente”. Il tutto per una fattura da 35 mila euro complessivi. 

 

 

Per un governatore che cerca la rielezione a costo di imbarcare la qualunque nelle proprie liste (dai neoborbonici al popolo delle partite iva), trarre profitto dalla gestione della crisi sanitaria è diventata un'ossessione. Se l'arruolamento dell'epidemiologo Lopalco aveva aperto a una rivisitazione del Modello Emiliano, infiltrare come bacino di preferenze non solo i partiti d'opposizione ma persino l'ambito delle professioni scientifiche – è sbiancato quando una norma votata in consiglio regionale e poi ritirata ne vietava la candidatura –, l'ex sindaco di Bari è stato capace di spingersi oltre. Fino al punto di emulare, volente o nolente, Salvini. Cioè colui che neppure un anno fa definiva “un energumeno in mutande sulla spiaggia”.