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Gli scali ferroviari oggi sono belle fotografie. Domani chissà

La mostra alla Casa dell’Energia e dell’Ambiente a Milano fino al 28 dicembre. Per riflettere su una delle più grandi sfide urbanistiche dei prossimi decenni

17 Giugno 2018 alle 06:19

Gli scali ferroviari oggi sono belle fotografie. Domani chissà

La conferenza stampa presentazione iniziativa scali ferroviari

Si intitola “Oggi, prima di domani”, dove l’oggi significa un milione e 250 mila mq di aree abbandonate, e il domani non si sa. La mostra sugli Scali ferroviari, alla Casa dell’Energia e dell’Ambiente fino al 28 dicembre nell’ambito del Photofestival e del programma di eventi “Novecento Italiano” è stata ideata e organizzata da Fondazione Aem - Gruppo A2A, che quest’anno, in attesa della riapertura dei suoi Archivi Storici, ha privilegiato il taglio contemporaneo dando spazio alle immagini firmate da Marco Introini e Francesco Radino con la curatela degli stessi fotografi e di Fabrizio Trisoglio con il patrocinio di Regione Lombardia, Comune di Milano, Museimpresa, Rete Fotografia e Sistemi Urbani.

 

Il percorso testimonia le condizioni degli scali Farini, Greco, Lambrate, Porta Romana, Rogoredo, Porta Genova e San Cristoforo, un tempo luoghi di innesco industriale della città, nonché la crescita dei quartieri popolari attorno. Gli scatti in bianco e nero di Introini si soffermano sull’aspetto architettonico, sulle vedute esterne e sulla ricerca delle intersezioni tra la città otto-novecentesca e la Milano degli anni Duemila. Radino invece, con immagini a colori, pone l’accento sugli spazi interni, sul dialogo tra memoria, uomo e natura, rappresentato da una visione dal gusto poetico. L’intero reportage fotografico permetterà un domani di valutare il cambiamento degli Scali ferroviari, il più grande progetto di rigenerazione urbana oggi in corso in Europa, anche se – dopo gli intoppi politici degli anni scorsi e la ripartenza con la nuova amministrazione – la macchina progettuale viaggia ancora a scartamento ridotto. “Il recente passaggio dell’Expo ha dato un impressionante impulso al cambiamento cittadino ma il domani sarà tutto da creare, da reinventare nelle nuove forme digitali sempre più modellate al nostro vivere quotidiano per farci cogliere il più possibile ogni forma di benessere”, spiega Alberto Martinelli, presidente di Fondazione Aem - Gruppo A2A. E gli scali dismessi sono un passaggio chiave: obbligatoria una regia pubblica. Aggiornamento delle reti infrastrutturali, attenzione ai bisogni locali, al verde e alla mobilità sostenibile, un equo mix per nuovi quartieri “intelligenti”.

 

Tutto sacrosanto e obbligatorio. Ma quando? “La riqualificazione degli scali ferroviari rappresenta una delle più grandi sfide urbanistiche dei prossimi decenni per Milano – dice l’assessore Pierfrancesco Maran – Grazie all’Accordo di Programma sottoscritto dopo più di dieci anni di confronto tra Comune di Milano, Regione Lombardia, Ferrovie dello stato (proprietaria delle aree e Savills IM SGR Spa (titolare di una piccola porzione allo scalo Farini), la Milano del 2030 avrà oltre 675 mila mq di verde in più, pari al 65% delle aree, oltre a 200 mila mq di connessioni ecologiche lungo i binari ferroviari”. Si parla di 7 nuovi parchi, 3 dei quali tra i 15 più grandi di Milano, nuovi quartieri con vocazioni definite, caratterizzati da una consistente offerta di alloggi e servizi per la classe media e per gli studenti, e la circle line, una nuova infrastruttura che renderà più efficienti le connessioni per gran parte dei comuni limitrofi. “Tutto va questo avverrà da qui ai prossimi dieci-dodici anni, stiamo lavorando per riconsegnare il prima possibile le aree alla fruizione pubblica”. Dal prossimo anno alcune attività dell’Accademia di Belle Arti di Brera si trasferiranno all’interno di un immobile esistente nello Scalo Farini, con l’obiettivo di concentrare progressivamente qui tutte le funzioni esterne a quelle del Palazzo di Brera. “Vogliamo insomma che gli scali smettano di rappresentare una cesura tra centro e periferia, ma diventino il prima possibile nuovi luoghi vissuti dai cittadini”.

 

Ma questo fa parte del contorno progettuale. La vera questione è chi, che cosa, e come si costruirà. Si stanno per avviare le fasi per la selezione dei masterplan per l’assetto urbanistico definitivo degli scali. E' il momento di decidere e iniziare. La grande rivoluzione degli Scali è la vera legacy che, assieme ad Arexpo, l’amministrazione di Beppe Sala vuole lasciare a Milano.

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