GRAN MILANO
Una Zona tutta per l’AI
Parte la prima Zona di Innovazione e Sviluppo (Zis) dedicata all'intelligenza artificiale. Promossa da Assolombarda, attuale capofila. Il cuore sarà presso Made Competence Center, che assume il ruolo di hub e soggetto gestore
22 OTT 26

(Foto Getty)
Milano, non si ferma ai casseur che hanno provato a fracassarne l’immagine. Si guarda al presente e al futuro dell’impresa. Guido Guidesi, assessore regionale allo Sviluppo economico ha portato nel capoluogo lombardo la sua idea di crescita con le Zone di Innovazione e Sviluppo: “E’ una strategia che nasce dalla volontà di valorizzare le vocazioni e le competenze dei territori lombardi, mettendo a sistema imprese, università e centri di ricerca per rafforzare la competitività dell’intero sistema produttivo. Con la nuova Zis dell’area milanese proseguiamo un percorso che punta a creare un distretto manifatturiero di produzione dell’Intelligenza artificiale, favorendo il trasferimento tecnologico e accompagnando le imprese nell’affrontare le sfide del futuro”. Parte da Milano la fase due della Zona di innovazione e sviluppo dedicata all’Ai, che prende il nome di “Officina AI”.
Promossa da Assolombarda, attuale capofila. Il cuore sarà presso MADE Competence Center, che assume il ruolo di hub e soggetto gestore. La conferma che il partenariato pubblico-privato che riunisce oggi 19 partner per accompagnare le imprese, in particolare le Pmi, dall’avvio di progetti AI fino alla loro industrializzazione, è la carta vincente. “Faremo del nostro territorio la fabbrica dell’Ai – ricorda Alvise Biffi, presidente di Assolombarda – Perché noi non vogliamo limitarci ad adottare la tecnologia: vogliamo contribuire a costruirla, a partire dalla physical Ai, dove la nostra manifattura e la nostra meccatronica sono un vantaggio unico in Europa. Nel Quadrilatero di Assolombarda l’industria attiva più di 44 miliardi di valore aggiunto l’anno, ben il 45 per cento del totale lombardo e l’11 nazionale. In meno di due anni le nostre imprese con progetti Ai sono passate da meno di una su cinque a una su due. Ma il divario tra grandi imprese e pmi è ancora ampio, ed è qui che la Zis deve fare la differenza. La Zis è la dimostrazione – conclude Biffi – di come la Grande Milano sappia fare sistema: istituzioni, università, grandi aziende, startup e formazione insieme, in un partenariato pubblico-privato”.
“Per le imprese, e per le Pmi in particolare, la questione non è più capire se l’Ai funzioni, ma come portarla dentro i processi e farle produrre risultati misurabili – commenta invece Marco Taisch, presidente di MADE - Competence Center Industria 4,0 – E’ in questo passaggio, dal progetto pilota all’industrializzazione, che MADE metterà a disposizione della Zona di innovazione e sviluppo neocostituita la propria esperienza. Lo faremo partendo da ciò che sappiamo fare: dalla nostra fabbrica dimostrativa, dove le aziende possono vedere in azione le tecnologie prima ancora di investire; dagli ambienti di sperimentazione protetti, come quelli del nodo italiano di AI-MATTERS, che coordiniamo; dai percorsi di formazione costruiti sui fabbisogni delle imprese. ‘Officina AI’ si inserisce in un ecosistema che stiamo costruendo, con Assolombarda e altri prestigiosi soggetti istituzionali, per fare di Milano una delle capitali mondiali dell’AI”. Un grande sistema di competenze di cui fanno parte forgIA, AI4I e Euro-FMX, uno dei due progetti flagship della Commissione europea. Tutto ciò è di estrema importanza, perché nessuna tecnologia, tanto meno l’AI, si rivela utile senza persone in grado di governarla e senza contesti in grado di abilitarla. “Grazie ad Assolombarda, agli atenei coinvolti e tutti i partner, ‘Officina AI’ ha le carte in regola per diventare il luogo in cui l’innovazione smette di essere una promessa e diventa pratica quotidiana delle fabbriche del territorio”.
Sulle perplessità che accompagnano l’insediamento dei data center necessari alla Ai (mentre la Regione sta già lavorando alla modifica della legge appena varata) Taisch spiega: “Noi dobbiamo immaginare una filiera nella manifattura, dove assieme alle materie prime fisiche ora abbiamo a disposizione una nuova materia prima: i dati, che devono essere prodotti, elaborati e consegnati a chi li deve usare, alle nostre imprese. Non possiamo pensare di avere una manifattura forte senza dei data center forti e presidiati. Oggi parliamo di materie prime critiche e poi ci preoccupiamo di avere una sovranità in Europa e in Italia per non dipendere da altri paesi extra europei, ma allo stesso modo occorre applicare anche ai dati lo stesso criterio di sovranità”.