gran milano
Matteo Perego di Cremnago, candidato senza pieni poteri
Il sottosegretario alla Difesa puntava sui 500 militari con poteri di polizia giudiziaria per lanciare la corsa a Palazzo Marino, ma Mattarella e Piantedosi hanno bloccato il piano. Per il candidato di Forza Italia la sicurezza resta un terreno di scontro affollato, dove anche Sala cambia strategia
22 OTT 26

Avrebbe dovuto essere l'apertura d'attacco della sua campagna elettorale, sulla grande scacchiera terremotata della sicurezza di Milano. Un bel Gambetto di Donna e il cavaliere bianco (anzi azzurro) vince in due mosse. Del resto è il sottosegretario alla Difesa, e con Guido Crosetto ci aveva creduto. Varcare il Rubicone della sfida elettorale, che per ora lo aveva visto comparire solo in qualche passeggiata di quartiere, non proprio pirotecnica, e presentarsi a Milano con 500 militari aggiuntivi, dotati di poteri di polizia giudiziaria.
Per il fascistometro Rep. sarebbe stata addirittura una "svolta cilena". Molto meno in realtà, ma il dubbio è che potesse non funzionare c'era. Ci ha pensato Mattarella, in tandem con Piantedosi, a dire no: l'ampliamento delle competenze dei militari di "Strade sicure" è stato bloccato. A Matteo Perego di Cremnago, candidato sindaco di Forza Italia, tocca ora pensare una nuova strategia. O una mossa del cavallo. Anche perché Beppe Sala, che solo il giorno prima paventava la "militarizzazione", ieri ha cambiato casella: "Serve la repressione". Il campo securitario affollato.
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