Case da tre soldi
Settore edilizio in crisi dura, alloggi che mancheranno in futuro. La mossa di Emmanuel Conte
La richiesta di case a Milano oggi è stimata in 35 mila unità, ma le abitazioni previste nei permessi di costruire sono passate da 4.000 nel 2022 a 1.000 nel 2024. L’assemblea generale di Assimpredil Ance e la scommessa del Comune
3 OTT 26

Foto ANSA
Qualora ce ne fosse bisogno, l’assemblea generale di Assimpredil Ance ha illustrato nel dettaglio lo stato di malessere in cui si trovano i costruttori. Nel tunnel dove la categoria è intrappolata da almeno due anni non si vede ancora la luce, è questo il sunto dell’intervento pronunciato lunedì scorso dal presidente Giovanni Deleo, alla sua prima apparizione pubblica. Ottant’anni di storia, quasi mille imprese tra Milano, Lodi, Monza e Brianza dove la Cassa Edile registra oltre 52 mila operai iscritti: è il biglietto da visita di un’associazione che riconosce la forza di un’economia che ha saputo recuperare dopo il Covid e centrare grandi eventi come Expo 2015, Pnrr, Olimpiadi ma oggi vede le costruzioni impantanate. Un guaio non da poco perché, come ricorda Daleo, stiamo parlando di un settore capace di trainare tutti gli altri. I numeri sciorinati fanno capire meglio le dimensioni della crisi: la richiesta di case a Milano oggi è stimata in 35 mila unità, ma secondo Ance le abitazioni previste nei permessi di costruire e nelle Scia ritirate a Milano sono passate da 4.000 nel 2022 a 1.000 nel 2024, quasi tre quarti in meno in due anni. Le 2.300 unità previste nel Piano dei servizi abitativi 2026 rappresentano un obiettivo importante ma non sufficiente. Se poi si guarda al lungo periodo c’è da tremare, le proiezioni del Cresme indicano al 2035 circa 100 mila nuove famiglie ripartite tra capoluogo e hinterland.
Le cifre non dicono tutto, c’è da aggiungere che il Pnrr – che ha dato una bella spinta agli investimenti – chiude i battenti il 31 dicembre, c’è un mercato che soffre i rincari di energia e materie prime e i rallentamenti tecnico-amministrativi degli uffici comunali. La ricetta di Daleo per ripartire è di cambiare prospettive, bisogna ragionare come città metropolitana e potenziare i servizi dei centri minori, è necessaria un’amministrazione meglio organizzata in grado di assicurare velocità nelle decisioni facendo leva sul digitale e l’AI.
Poi da Palazzo Marino ci si aspetta un colpo di reni per uscire dall’impasse in cui versa l’urbanistica, avvelenata da quattro anni di inchieste che iniziano a scricchiolare: “Una variante al Pgt che aggiunga soltanto vincoli rischia di stratificare regole senza creare opportunità. Le regole non devono essere soltanto corrette sul piano formale: devono essere applicabili”, è il messaggio lanciato ad Anna Scavuzzo, vicesindaca con delega all’Urbanistica, che sta lavorando alla revisione del Piano.
La scommessa del Comune
Poche ore dopo la fine dei lavori di Assoimpredil è arrivata la risposta-proposta del Comune con Emmanuel Conte, delega alla Casa, che ha annunciato la costituzione di una “Società della Casa”, una nuova azienda partecipata con Mm dedicata all’housing sociale. Si occuperà di gestione integrata e valorizzazione del patrimonio pubblico da usare per l’affitto a canone calmierato per il ceto medio. L’assessore, già impegnato nel Piano casa che punta a realizzare 10 mila nuovi alloggi, ha spiegato che questa società attingerà da edifici comunali già inseriti in un piano di vendita ma che non sarà attuato, dagli immobili dei “fondi immobiliari I e II” tornati nella disponibilità pubblica e dall’acquisto di case sul mercato per le quali sono stati stanziati 50 milioni. Particolare importante: non si tratta di case popolari, ma per quel ceto medio in sofferenza che potrà occuparle pagando al massimo sino a un terzo del proprio stipendio.
Le prime reazioni dal versante imprenditoriale sono fredde. Ieri su Repubblica Alessandro Maggioni, che pure rappresenta il settore cooperativistico, quello che non deve realizzare profitti come i costruttori di libero mercato, non ha nascosto le sue perplessità su come il Comune può trovare le risorse per acquistare case in un mercato dai prezzi sempre al rialzo. Per Maggioni le stime di Conte sono troppo ottimiste. Più critico Federico Filippo Oriana: “La priorità in questo momento è assegnare le case sfitte gestite da Mm che sono il doppio di quelle di Aler – dice al Foglio il Presidente di Aspesi – Se poi entriamo nel merito di questa operazione non ne capisco il bisogno: ci sono già Mm e anche Near, nata dall’unione tra Redo ed EuroMilano che si occupa di rigenerazione urbana e al living”.