C’è un’area inquinata a San Siro ed è pronta la polemica. Ma senza la vendita non si saprebbe

Il Parco dei Capitani, l’area accanto al Meazza, è chiusa per "per motivi di sicurezza e precauzionali" per concentrazioni fuori norma di riscontrato piombo e Ipa, sostanze prodotte da residuo di combustioni (motori o altro). Se si è scoperto è grazie alle verifiche anche ambientali fatte dai nuovi proprietari: Milan e Inter

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Foto Ansa

In attesa dei 5 verdetti 5 del Tar sui 5 ricorsi contro la vendita del Meazza, in arrivo entro luglio, vuoi che potesse mancare la nuova zeppa ecologica, che forse sarà nulla ma forse (nei pensieri nemmeno segreti di molti cuori) potrebbe essere un guaio per i lavori del futuro stadio? Dipende da come la si racconta.
Un cartello di recinzione (“transenne d’acciaio tirate su in una giornata”, urca). L’area “chiusa al pubblico per motivi di sicurezza e precauzionali” per “rischi sanitari non accettabili è quella del Parco dei Capitani, l’area accanto al Meazza (adiacente alla metro Lilla e all’ex Palasport) che dovrebbe essere interessata ai lavori del nuovo stadio. Ma fermi tutti: le analisi iniziate nel 2025 e ripetute nel 2026 hanno riscontrato piombo e Ipa, sostanze prodotte da residuo di combustioni (motori o altro). Bene, si dirà: dato l’allarme, si dovrà procedere alla bonifica quando si tratterà di lavorare al nuovo impianto. Bisogna però tener conto dell’inquinamento acustico delle polemiche già innescate. Ad esempio da Enrico Fedrighini, gruppo Misto, il cui ragionamento è chiaro: come mai non ce l’avevano detto? E come si può pensare di costruire uno stadio nell’area inquinata, che ora è stata venduta a Inter e Milan? Soltanto che: l’area era stata monitorata nel 2015, e al Comune risultava a posto. Se adesso si è scoperto il problema è esattamente merito dei nuovi proprietari, a cui sono in capo le verifiche anche ambientali. E se invece, come vorrebbero i difensori a oltranza del vecchio Meazza, tutto fosse rimasto nelle mani del Comune? Paradossalmente, i cittadini avrebbero continuato a frequentare inconsapevoli un’area (le biglietterie) e un parco inquinati.
Alessandro Giungi, Pd, è arrivato a dire che “ormai sembra evidente che nell’area di San Siro, assieme allo stadio si è trasferita anche la territorialità, resta solo da chiedersi se agli Usa o alle Isole Cayman”. Ma a quanto pare da quelle parti i controlli ambientali li sanno fare.