I risultati del Pnrr a Milano. Come sono stati spesi (bene) i 957 milioni europei

Dopo cinque anni, Palazzo Marino può rivendicare un risultato positivo di fronte alla città: su 100 progetti stabiliti nel 2021, 96 sono conclusi 

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Foto ANSA

Il 30 giugno prossimo è una data decisiva per il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza varato dall’Italia per gestire i fondi europei del Next Generation EU messi a disposizione da Bruxelles per rilanciare l’economia prostrata dal Covid. Dopo cinque anni – il piano è partito nel 2021 – si tirano le somme di un lavoro che per Milano ha interessato 100 progetti e impiegato risorse che, sommando il fondo nazionale complementare, arrivano a 957 milioni. Una iniezione di fondi pubblici senza precedenti che ha contribuito a irrobustire la rete dei servizi e a dare ossigeno alle imprese reduci dalla depressione creata dalla pandemia.
Il grosso del Pnrr è stato destinato ai trasporti, circa il 50 per cento degli investimenti: il più cospicuo ha riguardato 249 milioni di euro per l’acquisto di 350 autobus a emissioni zero e 52 per 14 tram bidirezionali. Poi c’è la “Metrotranvia InterquartiereNord” che punta a rafforzare i collegamenti tra diversi quartieri del nord di Milano. E’ un progetto da 50 milioni (21,5 ministero, 14,5 Pnrr, 8 Fondo opere indifferibili, 6 risorse Comune) la cui consegna è fissata per il 31 luglio. Un altro progetto condiviso dal Comune, stavolta con la Città metropolitana, sono i Piani Urbani Integrati, dove Palazzo Marino partecipa con 110 milioni: da segnalare la riqualificazione della stazione Greco Pirelli con l’eliminazione delle barriere architettoniche, nuove pensiline, percorsi tattili, il restyling degli spazi e un nuovo sottopasso che collegherà piazzale Egeo al nuovo quartiere. Tutto a zero emissioni. Poi tre interventi sulle infrastrutture, si tratta del filoviaria 90-91 su 3 tratti differenti: per Lotto-Zavattari ci sono 32 milioni di cui 12,5 milioni del Pnrr) mentre Pergolesi-Piccinni e Cappelli-Tertulliano sono finanziati con Metro Plus e Città Medie Sud 2021-2027, un piano di investimenti cofinanziato dall’Unione europea.
Secondo settore oggetto del Pnrr è l’edilizia. Vanno citate tre opere: la riqualificazione di via dei Giaggioli, 175 appartamenti dotati di fotovoltaico, pannelli radianti a pavimento, teleriscaldamento realizzati da MM per un costo di 57 milioni di cui quasi 48 attinti dal Pnrr. Importante anche la ricostruzione dell’immobile di via Pianell che diventerà un hub per l’ospitalità temporanea e la demolizione della terza torre di via Tofano. Un discorso a parte merita il centro natatorio di via del Cardellino, in zona Lorenteggio, che sarà il più grande della città e andrà a rafforzare un settore che quest’anno ha già dimostrato le pregresse gravi lacune. Il costo è di 32,2 milioni, 11,2 sono del Pnrr, si punta a inaugurarlo entro fine mandato. Resta fuori da questo piano la Beic, il progetto più prestigioso che è però finanziato con fondi nazionali: la fine lavori è fissata per il 2028.
In un momento poco felice, a causa di inchieste e ricorsi di vario tipo, Palazzo Marino può rivendicare un risultato positivo di fronte alla città: dei 100 progetti stabiliti nel 2021 solo 4 non arriveranno a compimento, si tratta di scuole – tra cui quella di via Pizzigoni e il nido-infanzia di via Reni – che Sala ha assicurato verranno comunque completate. Una prova di efficienza della struttura che non basta a occultare le preoccupazioni che si concentrano già sul prossimo anno in cui l’amministrazione comunale non potrà più contare sul Pnrr. Se ne fa interprete Carmine Pacente, presidente della Commissione consiliare “Fondi europei e Pnrr” che ha seguito in questi anni l’evoluzione del piano: “Sarà molto più difficile per la prossima amministrazione fare investimenti così come mantenere le realizzazioni completate in questo mandato. Per questo la partita sulla governance dei fondi europei di coesione per il ciclo di programmazione 2028-2034 assume grande rilevanza. Il ruolo che avranno le città nella programmazione e nella gestione di queste risorse dovrebbe essere una delle principali battaglie politiche di questi mesi”.