Nuova figuraccia della procura di Milano, dissequestrato il cantiere Zecca Vecchia

Il tribunale del Riesame ha bocciato su tutta la linea il sequestro etico-preventivo di un cantiere che nemmeno è stato mai avviato né autorizzato. Giova ripetere che di tanta corruzione non si è trovato un euro. Ma Milano ha perso decine di milioni di investimenti

11 GIU 26
Ultimo aggiornamento: 06:01
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Foto LaPresse

Beppe Sala si è finalmente svegliato (in ritardo) e ha detto chiaro che in procura c’è chi fa politica sull’edilizia. Bene. Avrebbe potuto aggiungere che c’è anche ci fa pure grandi pasticci, ormai ripetuti e sotto gli occhi di tutti. L’ultima figuraccia della procura retta – un po’ distrattamente, in materia – da Marcello Viola è di qualche giorno fa. Il dissequestro del cantiere di via Zecca Vecchia, alle Cinque Vie, dove dovrebbe o avrebbe dovuto sorgere, un hotel sull’area di un ex garage. La storia era già di per sé paradossale e assurda, il Foglio l’aveva raccontata: i pm avevano ottenuto il sequestro del cantiere in base all’accusa di lottizzazione abusiva con la consueta ordinanza del gip Mattia Fiorentini a fronte della richiesta della pm Marina Petruzzella. Una coppia ormai nota alle cronache, come direbbe Ranucci.
Tutto questo nonostante i lavori non fossero mai iniziati, per il semplice fatto che il Comune non ha mai rilasciato i permessi. “Un salto di livello per la maxi inchiesta sull’urbanistica della procura, che ora punisce l’intenzione di costruire, nemmeno la costruzione”, ha scritto Ermes Antonucci, “e soprattutto contesta al Comune di essere inerte, cioè di non seguire fino in fondo l’interpretazione delle norme (la Legge) stabilita dalla procura stessa”. Ora il tribunale del Riesame ha bocciato su tutta la linea il sequestro etico-preventivo di un cantiere che nemmeno è stato mai avviato né autorizzato. Il combinato disposto di pm e gip è sempre lo stesso: la “prospettazione accusatoria” è che ci sia stata una violazione delle normative senza i necessari piani attuativi, o anche con atti “falsi” su cui la famosa Commissione Paesaggio aveva chiuso gli occhi. Giova ripetere che di tanta corruzione non si è trovato un euro. Ma Milano ha perso decine di milioni di investimenti. Chissà se prima o poi in procura si renderanno conto del cantiere cieco in cui si sono cacciati. Per politica, o per pura protervia.