Nasce una “alleanza” tra Comune e Regione per una società sempre più di anziani

La “Grande età” è un patto civico tra fondazioni filantropiche, operatori del welfare di prossimità, istituzioni pubbliche, università e organizzazioni culturali che hanno deciso di costruire una risposta per fare di Milano una città in cui si invecchia bene, insieme

30 MAG 26
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Milano ha sempre guardato con rispetto e gratitudine i suoi grandi vecchi. Persone che non hanno mai smesso di dare il loro contributo. Sono uomini come Piero Bassetti (primo presidente della Regione) al quale, ancora oggi, potete chiedere una lezione sul federalismo e vi sorprenderà con più lungimiranza di tanti altri. Oppure Giuseppe Guzzetti, fino al 2019 presidente della Fondazione Cariplo e ancora ascoltatissimo consigliere del mondo no profit, o Carluccio Sangalli, da sempre leader dei commercianti e presidente della Camera di commercio. Per preservare il patrimonio di chi, mattone dopo mattone, ha costruito tanto di Milano, oggi il Comune con Regione Lombardia – con un gesto che va oltre gli schieramenti politici – firmeranno il manifesto dell’Alleanza per la Grande Età: un patto civico tra fondazioni filantropiche, operatori del welfare di prossimità, istituzioni pubbliche, università e organizzazioni culturali che hanno deciso di costruire una risposta per fare di Milano una città in cui si invecchia bene, insieme. Nei dati più recenti, secondo l’analisi promossa dal Festival dell’Economia di Trento, la qualità della vita degli over 65 di Milano è risultata buona, un punto di forza legato all’importo medio delle pensioni di vecchiaia, con una media di 26.300 euro annui. Se si parla di servizi alla persona, Milano è prima mentre per i servizi sanitari e di assistenza, al quarto posto tra le grandi città italiane. Questa la classifica ufficiale che, molto spesso, si discosta dalla realtà.
Un mondo che presenta due volti: una forte capacità di spesa per molti, e sul versante opposto un’area di sofferenza che sta crescendo vistosamente. Claudia Sorlini, vicepresidente di Fondazione Cariplo (che partecipa attivamente a questa “Alleanza”) spiega: “Il vantaggio di un soggetto collettivo costituito da associazioni, fondazioni, enti che condividono valori e obiettivi (e che ha un suo comitato di coordinamento), sta nel fatto che ogni componente mette a disposizione degli altri la propria esperienza, ed in questo modo si contribuisce ad arricchire di best practices gli interventi di tutti. Inoltre il soggetto collettivo è in grado di orientare in modo più razionale e funzionale le attività di tutti, evitando sovrapposizioni o attività già sperimentate da qualcuno dell’alleanza e risultate inadatte o inefficaci. La sfida è di allungare la vita in condizione di salute. Per dirla con Rita Levi di Montalcini "aggiungere vita agli anni e non anni alla vita”.
A Milano un cittadino su quattro è over 65 – età che per molti è, in realtà, ancora perfettamente lavorativa: ma dipende dalle categorie – e questa iniziativa, nasce per rispondere concretamente a una trasformazione demografica senza precedenti, testimoniata dai dati Istat che rilevano oltre 14 milioni di over 65 in Italia. L’anagrafe comunale parla di oltre 362 mila cittadini nella “grande età” (il 24,7 per cento del totale), con una prevalenza di nuclei solitari che espone migliaia di anziani a una fragilità invisibile, segnata dall’isolamento e dalla difficoltà di accesso ai servizi. L’appuntamento di oggi (all’interno di Base) è la formalizzazione di impegni istituzionali sottoscritti da Regione e Comune. “La longevità è una sfida che riguarda tutti e che possiamo affrontare solo attraverso progetti condivisi e innovativi, che mettano al centro la persona e promuovano una nuova cultura dell’invecchiamento, basata sull’inclusione, sulle relazioni e sulla valorizzazione delle competenze e delle esperienze di ciascuno” spiega Elena Lucchini, assessore alla Famiglia e solidarietà sociale di Regione Lombardia.
Tra i tanti problemi degli anziani che vivono in città – ricorda la Cisl lombarda – ci sono la solitudine, la necessità di un’assistenza costante, l’abitare. Queste tre questioni sono centrali destinate a diventarlo sempre di più: su 10.033.918 abitanti nella eegione si contano infatti 2.392.510 over 65enni, fra cui oltre mezzo milione di non autosufficienti (562.218) e la gran parte sono in provincia di Milano. Per molti la soluzione è un posto letto in una delle 738 Residenze sanitarie assistenziali della Lombardia. Ma non tutti possono permetterselo. Molto lavoro attende l’Alleanza per la Grande Età, sarà necessario fare appello alla tradizionale generosità della società civile della Grande Milano.