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In Francia è già iniziata la corsa all’Eliseo. E la vera partita si gioca a destra
Manca più di un anno e mezzo al primo turno delle presidenziali francesi. Eppure i giochi si stanno facendo adesso, e a farli sono i due candidati più estremi: Le Pen e Mélenchon, che dominano i sondaggi. Ma c'è un possibile antidoto. Ne parliamo con Jean-Pierre Darnis
2 SET 26

In Francia stiamo assistendo a una dinamica di polarizzazione tra i due candidati estremi, scrive Jean-Pierre Darnis sul Foglio di oggi: Marine Le Pen a destra e Jean-Luc Mélenchon a sinistra, che dominano i sondaggi e stanno di fatto condizionando la corsa all’Eliseo. Il 21 agosto, Darnis aveva raccontato la sinistra francese e l'egemonia di Mélenchon. Oggi tocca all'altra metà, dove probabilmente si sta giocando la vera partita. Anche perché è proprio da lì che, sostiene Darnis, arriva un possibile antidoto al ballottaggio Le Pen-Mélenchon. Il punto è che in Francia la destra resta divisa in due tronconi che non si toccano: la destra di governo, che va dai centristi ai gollisti, e la destra nazionalista del Rassemblement National con gli alleati dell'UDR di Éric Ciotti. Quel muro ha retto anche alle politiche del 2024. Sarà ancora così?
Chi tenere d'occhio, che cosa si prepara per il dopo Macron, e – in fondo – che cosa vuol dire oggi essere di destra in Francia. Lo chiediamo a Jean-Pierre Darnis, professore ordinario all'Université Côte d'Azur, a Nizza, dove dirige il master in relazioni franco-italiane, insegna storia contemporanea alla Luiss, ricercatore associato alla Fondation pour la Recherche Stratégique di Parigi e fogliante dal 2004.
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