editoriali

Chi ferma un magistrato eversivo?

Redazione

Il silenzio del Csm e della Cartabia davanti al caso Giorgianni-Gratteri

La situazione, per citare Flaiano, non è affatto seria ma è gravissima. C’è un magistrato della Repubblica, Angelo Giorgianni, in servizio presso la Corte d’Appello di Messina, autore insieme a un medico no vax di un libro sul Covid con deliranti tesi complottiste e negazioniste, elogiate e sostenute nella prefazione da un altro magistrato, procuratore capo di Catanzaro, Nicola Gratteri. Come se non bastasse, sulla base di queste teorie cospirazioniste che parlano di un complotto globale farma-pluto-giudaico-massonico, il suddetto magistrato Giorgianni ha denunciato la Repubblica italiana, ovvero il suo datore di lavoro, per “crimini contro l’umanità” alla Corte penale internazionale dell’Aia per la gestione della “falsa pandemia” Covid.

  

Infine, lo stesso magistrato che ha esposto nel suo libro questi argomenti “degni di approfondimento nelle sedi competenti” (Gratteri dixit), attraverso l’associazione squinternata di cui è presidente ha “diffidato” il presidente del Consiglio Mario Draghi dal presentare il decreto che introduce norme sull’obbligo vaccinale e il presidente della Repubblica Sergio Mattarella dal firmarlo.

 

Un atto del genere meriterebbe un sorriso o la chiamata dell’assistenza sanitaria solo nel caso che l’autore non sia un giudice in servizio. Ma dal momento che il protagonista è un magistrato, esternazioni pubbliche di questo tipo come, addirittura, una diffida  al governo e al Capo dello stato non possono che essere prese sul serio e considerate per ciò che sono: atti eversivi contro lo stato democratico. E che pertanto richiedono un intervento a difesa della serietà delle istituzioni da parte del ministro della Giustizia,  Marta Cartabia, e del Consiglio superiore della magistratura.