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Il Tour de France 2019 tappa dopo tappa. La guida

Da Bruxelles a Parigi attraverso 21 tappe, 23 giorni e 3.460 chilometri. Ecco tutte le altimetrie e i segreti della 106esima edizione della Grande Boucle

4 Luglio 2019 alle 18:03

6a tappa, giovedì 11 luglio: Mulhouse-La Planche des Belles Filles (157km)

Sei salite e sette gran premi della montagna in 157 chilometri. Pianura? Poca e niente, anzi ad eccezione dei primi quindici chilometri niente. In totale i metri di dislivello sono quasi quattromila e gli ultimi sette chilometri sono tutti all'insù verso La Planche des Belles Filles. Che è di più della salita affrontata al Tour del 2012, del 2014 e del 2017. Ci sono cento metri di dislivello in più, che poi sono mille e cento metri in più da percorrere, ossia un muro al 24 per cento e un mal di gambe assicurato.

 

Qui hanno vinto Chris Froome, Vincenzo Nibali e Fabio Aru. Il primo non ci sarà, gli altri capiranno (forse) qui cosa sarà del loro Tour.

 

Sino alla Planche prima del 2012 non ci veniva nessuno e la gente se ne andava per mancanza di possibilità. Quando l'amministrazione locale decise, assieme agli organizzatori del Tour, di asfaltare la strada e creare tre piattaforme multifunzionali per prepararsi all'arrivo di tappa, gli ambientalisti gridarono al disastro ambientale. Nel 2015, i residenti di Plancher-les-Mines protestarono per la mancanza di benefici economici nonostante il lavoro svolto nel 2011, gli ambientalisti gli diedero man forte per sottolineare che l'ambiente era stato compromesso per sempre. L'amministrazione locale suggerì ai primi che senza offerta alberghiera non poteva esserci turismo, ai secondi di aspettare i dati del ministero prima di fasciarsi la testa. A fine 2018 al di là di qualche vandalizzazione e qualche auto bruciata per protesta, sono arrivati i primi dati certi. I turisti sono arrivati grazie ai bed & breakfast e a Airbnb e l'impatto ambientale delle opere realizzate è nullo. Anzi, sono tornate specie animali che non si vedevano da decenni e la qualità dell'aria è migliorata tornando agli anni Sessanta.

Giovanni Battistuzzi

Giovanni Battistuzzi

Al Foglio dal 2014. Nato il 5 gennaio, nel giorno più freddo del secolo scorso, lì dove la pianura incontra il Prosecco. Veneto. Ciclista urbano. Pantaniano. Milanista. Scrivo di sport, ciclismo soprattutto. In libreria trovate Girodiruota, che è il nome anche del mio blog

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