Filosofia&Psicologia, una nuova alleanza

Davide D'Alessandro

A che cosa serve la filosofia? A niente e a tutto. A niente se il ragionamento nasce morto, orientato a cogliere un beneficio immediato, come in borsa: alle 10.35 compri, alle 10.36 vendi perché c’è stato un balzo all’insù. Un’emozione improvvisa dettata dal guadagno, un’esplosione adrenalinica priva di perdita di tempo. A tutto se il ragionamento è vivo, paziente e mira ad allargare la visione, a cogliere un beneficio duraturo, a mettersi in contatto e in relazione con le domande che angosciano, che chiedono analisi ancor prima che soluzioni. “La nostra è un’età in cui domina il calcolo a spese del pensiero”, ricorda Aldo Masullo. Ci sono temi e pensatori che sui …temi hanno investito l’esistenza, hanno ragionato, pensato e scritto, lasciando pagine immortali. Eppure, la vita è ancora qui, con il suo carico pesante, a dirci che non basta, che ci vuol altro a saziare esseri insaziabili. La sete di conoscenza è illimitata e per quanto siano in netta maggioranza i cavalli che non hanno alcuna intenzione di abbeverarsi alla fonte, una sparuta minoranza continua a chiedere, a cercare, a interrogare, a disperarsi anche, poiché non c’è ricerca senza disperazione.

Della filosofia abbiamo fatto tante cose. L’abbiamo venduta, strumentalizzata, ridicolizzata, oltraggiata, schifata (quasi sempre a scuola), odiata e amata. Occorrerebbe rispettarla, accostarla con umiltà, senza particolare enfasi, e porsi in ascolto. Come può avvenire attraverso una buona lettura dei classici, come può accadere attraverso una buona seduta di consulenza filosofica, che può essere una grande turlupinatura e una cosa estremamente seria, dipende. Chi cerca, in analisi come in consulenza, ha sempre la necessità di stabilire un incontro, un rapporto, un patto con un altro per ritrovare sé stesso. In analisi, come in consulenza, si scende. In entrambi i casi ci sono ferite che sanguinano. Se il cammino è diverso, gli strumenti diversi, la meta è comune. Non c’è essere umano, in analisi e in consulenza, che non chieda di star bene. Di risolvere problemi. Di vedere più chiaro. Di non ricadere nell’errore di sempre. Psicologia e filosofia devono viaggiare insieme. Concorrere, individualmente insieme. Non o/o ma e/e. L’una e l’altra. Osserva Vittorino Andreoli: “Disastroso è stato il momento in cui si è tolta la psicologia dall’ambito della filosofia, che la teneva impegnata sull’analisi di chi è l’uomo e del come si comporta nel mondo. La si è ridotta così a flatus vocis, a giochi del pensiero, distaccandola completamente dalla vita”. Ma la vita è un richiamo costante. Non si sfugge alla vita.

This page might use cookies if your analytics vendor requires them.