Nella svendita di fine (metà) mandato di Trump c’è la sicurezza dell’Ucraina e dell’Europa

Trump parla di un “grande accordo” con la Russia che riguarda tutta l’Europa. Ma dietro le promesse di pace si intravede un’intesa con Putin sulla sicurezza del continente, mentre Kyiv teme nuove concessioni americane e cerca almeno una tregua energetica   
7 NOV 26
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(Foto Getty)

Varsavia, dalla nostra inviata. Donald Trump ha buttato lì una delle sue frasi allusive riguardo a un “grande accordo” con la Russia che interesserebbe non soltanto l’Ucraina ma anche “tutta l’Europa”. Il presidente americano, parlando alla Casa Bianca ai giornalisti, ha detto di aver incontrato la delegazione russa in visita a Washington per celebrare con la first lady Melania l’evacuazione di Oleshky (la città ucraina occupata dai russi, resa invivibile dai russi e ora rivendicata dalla propaganda russa come l’esempio della volontà pacificatrice russa) ma non la delegazione ucraina in visita per la stessa ragione; ha parlato del grande accordo; e ha sminuito la violenza di Vladimir Putin contro i civili ucraini (53 morti soltanto nell’attacco a Zaporizhzhia contro un centro di smistamento di aiuti) dicendo che anche tanti civili russi muoiono in questa guerra.
A Kyiv continuano la cautela e la preoccupazione nei confronti dell’Amministrazione Trump: il Congresso americano è diventato democratico e potrà, come si augurano molti, riaprire gli aiuti finanziari a Kyiv e magari chiedere conto del mandato degli inviati trumpiani Steve Witkoff e Jared Kushner, ma la svendita dell’Ucraina (e dell’Europa) di metà mandato non si ferma. Reuters ha riportato le parole di Denys Sienik, chargé d’affaires nell’ambasciata ucraina a Washington: il contratto con Starshield scade alla fine dell’anno, la richiesta di negoziarne uno nuovo urgentemente è già stata inviata. 
Ma tutto l’affaire Starshield e Starlink è avvolto nel silenzio e nella negazione, dopo che il sistema di informazione satellitare sul fronte ucraino è stato ridimensionato per molti giorni, e sta lì come monito per il futuro: lo scenario peggiore, con questa America, può accadere. Il “grande accordo” menzionato da Trump ne è un’ulteriore conferma: non ci si può fidare degli annunci del presidente, secondo il quale erano già state negoziate due tregue energetiche immaginarie, ma la determinazione ad allinearsi a Vladimir Putin sì che è innegabile. Jared Kushner ha fornito i dettagli dell’accordo che riguarderebbe tutta l’Europa: questo accordo quadro sulla sicurezza del continente europeo, discusso nei giorni scorsi in vari assetti europei e della Nato e in varie città, prevede consultazioni sulla sicurezza permanenti, comunicazioni sulle crisi in corso, maggiore trasparenza militare, misure per ridurre i rischi e patti a lungo termine per la sicurezza e la stabilità europea. La convergenza con le pretese russe – il ritorno della Nato ai confini del 1997 – è definita dal fatto che nella costruzione dell’architettura di sicurezza dell’Europa può avere voce in capitolo anche la Russia, che ha come obiettivo fin troppo esplicito di abbatterla, questa architettura.
Nella svendita americana non c’è solo l’Ucraina, c’è anche l’Europa, ma l’Ucraina ne subisce le conseguenze peggiori, ed eppure prepara i colloqui della prossima settimana con americani e russi, con in testa la possibilità di negoziare almeno una tregua energetica mentre combatte contro i blackout e l’assenza di acqua.