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Candidata del centro •
La Germania cerca una presidente. Ma la partita è tutta dentro la Cdu-Csu
Merz vuole una donna alla presidenza condivisa con Spd e Verdi. La Csu lancia Ilse Aigner, espressione dei cristiano-sociali bavaresi. Ma l'impopolarità del cancelliere può trasformare il suo endorsement in un problema. Söder osserva la partita
7 NOV 26

Al centro, in blu: Ilse Aigner (CSU) - foto Getty
Berlino. A luglio il presidente federale Frank-Walter Steinmeier aveva detto: “Il mio successore sia una donna”. Lunedì scorso il cancelliere Friedrich Merz gli ha dato ragione: “Sono convinto che il prossimo presidente debba essere una donna”, per poi aggiungere una cifra politica: “Serve una candidata comune del centro”. Una premessa bipartisan per far capire che la porta era aperta ai socialdemocratici – gli alleati di governo – come ai Verdi oggi sui banchi dell’opposizione. Un’apertura più nel metodo che nel merito visto che dopo due mandati quinquennali consecutivi del socialdemocratico Steinmeier (eletto la prima volta nel 2017) il blocco moderato oggi rivendica il massimo ufficio della Repubblica federale per la propria parte. E lo fa, in molti hanno apprezzato, senza chiedere sostegno alle estreme politiche sempre più rumorose e discusse. Nel corso della settimana sono dunque stati fatti dei nomi.
Alla Cdu, il partito del cancelliere, non dispiacerebbe l’attuale presidente del Bundestag, Julia Klöckner, classe 1972, ma in panchina si stavano scaldano anche la ministra della Famiglia, Karin Prien e l’ex titolare della Difesa Annegret Kramp-Karrenbauer (detta Akk). Di famiglia ebraica – un segnale non da poco in una Germania alle prese con i fantasmi del proprio passato – Prien sconta però la diffidenza della Spd: il partito socialdemocratico non apprezza come la ministra 61enne appoggi i tagli alla spesa pubblica che il cancelliere cerca di promuovere. Apprezzata presidente della Konrad Adenauer Stiftung (il think-tank del partito), la 64enne Akk è invece invisa proprio a Merz: fu lei, sospinta dal proprio sponsor Angela Merkel, a sbarrargli la strada quale presidente della Cdu nel 2018, quando la cancelliera venuta dall’est decise di concentrarsi solo sul governo federale. Secondo il borsino della politica tedesca, tuttavia, nessuna delle tre donne è in pole position. Perché se è vero che Verdi e Spd possono fare nome, un’altra anima della coalizione, anzi una costola, vuole partecipare in prima persona.
Parliamo della Csu, la sorella bavarese della Cdu. Sono ormai anni che i cristiano-sociali bavaresi scalpitano per un posto in prima fila. Ancora nel lontano luglio del 2020, Merkel accettò l’invito del Ministerpräsident Markus Söder a partecipare a una seduta speciale del governo regionale a Herrenchiemsee. Lui la accolse con la carrozza e lei accettò anche il giro in barca sul lago: in molti vi lessero la benedizione merkeliana alla candidatura di Söder quale suo successore.
La Cdu invece fece blocco e scelse il poco convincente Armin Laschet, con il risultato che poi le elezioni del settembre 2021 le vinse il socialdemocratico Olaf Scholz. Caduto Scholz, tre anni dopo Söder si mise a disposizione quale candidato cancelliere dei moderati ma finì per lasciare il campo a Merz. Oggi che Steinmeier si accinge a lasciare la sua residenza temporanea sulla Sprea – il castello di Bellevue è chiuso per un restauro che durerà otto anni – la Csu si è di nuovo fatta avanti e questa volta Merz ha ascoltato lasciando che circolasse il nome di Ilse Aigner, presidente del Parlamento regionale della Baviera dal 2018. Già deputata al Bundestag, poi ministra federale dell’Alimentazione nel secondo governo Merkel, dal 2013 Aigner fa politica attiva solo in Baviera. Il suo nome oggi è il più forte e ha già ricevuto il plauso di numerosi esponenti (donne e uomini) della Cdu come pure l’ok dei governatori del Baden-Württemberg, il verde Cem Özdemir – “serve una personalità che unisca le persone” – e del Brandeburgo. Il socialdemocratico Dietmar Woidke: “E’ una candidata perfetta”.
Giochi fatti, dunque? Non proprio. La forza della sua candidatura va a braccetto con la sua debolezza: Friedrich Merz continua a essere il politico più impopolare di Germania e il suo endorsement rischia di fare più male che bene. Ecco perché il cancelliere ha deciso di procedere molto adagio consultando – ovvero chiedendo il permesso – alla Cdu, per poi consultare la Csu quindi la Spd e infine i Verdi. Si parte con una cena informale domenica sera fra i dirigenti della Cdu prima della convocazione della direzione del partito l’indomani. Massima ricerca del consenso per evitare sgambetti e brutte figure. Söder già si frega le mani anche se qualcuno osserva che il primo voto per eleggere il prossimo capo dello stato è in agenda solo a fine gennaio. Sorprende dunque che la Csu abbia messo in campo la propria candidata così presto con il rischio che possa finire “politicamente bruciata”.