La battuta di caccia in Mongolia di Donald Jr. con l’oligarca che gli ha pagato parte delle nozze

Ad agosto, ha rivelato il Financial Times, il figlio di Trump ha rivisto Kremlev. L'oligarga lo ha raggiunto dopo essere stato a una conferenza in Kazakistan, accompagnato da Arthur Martirosov, un imprenditore russo partner di Voshkod, un fondo di venture capital sotto sanzioni statunitensi

28 OTT 26
Immagine di La battuta di caccia in Mongolia di Donald Jr. con l’oligarca che gli ha pagato parte delle nozze

(Foto Getty)

Donald Jr., il figlio del presidente americano Donald Trump, è tornato a far parlare di sé per il suo rapporto personale con l’oligarca russo vicino a Vladimir Putin Umar Kremlev, che già aveva pagato parte della sua festa di matrimonio alle Bahamas, a maggio, con Bettina Anderson. In quell’occasione, Kremlev aveva noleggiato una delle isole private su cui si è svolta la festa, dove si è tenuto un ricevimento e in cui alcuni ospiti hanno dormito, e ha inoltre pagato per i fuochi d’artificio. La vicenda era emersa il mese scorso grazie a un’inchiesta di ProPublica, e aveva spinto il presidente degli Stati Uniti ad affermare che il figlio aveva restituito i soldi all’oligarca. Kremlev non ha partecipato al matrimonio, a cui erano presenti solo diciotto ospiti, ma era presente con altri russi alla festa successiva alle nozze. Nei giorni precedenti ai festeggiamenti delle nozze che ha contribuito a finanziare, Kremlev era in Cina in una visita di stato con una delegazione che accompagnava il presidente russo Putin; il mese prima, Putin stesso lo aveva insignito dell’Ordine dell’Amicizia, un’onorificenza statale russa.
Ad agosto, ha rivelato uno scoop del Financial Times, Donald Jr. ha rivisto Kremlev: ha trascorso due giorni in una battuta di caccia assieme a lui in Mongolia. Il figlio del presidente è atterrato a Ulan Bator, la capitale mongola, e da lì ha viaggiato per centinaia di chilometri fino a raggiungere la provincia di Uvs, nella parte occidentale del paese. Lì si è stabilito con un piccolo numero di guide di caccia, autisti e cuochi. Con lui era presente Kevin Small, un donatore repubblicano di lungo corso che aveva già partecipato a battute di caccia col figlio del presidente, e alcune persone che avevano vinto il viaggio a un’asta di beneficenza. Kremlev li ha raggiunti il 27 agosto, dopo essere stato a una conferenza in Kazakistan, accompagnato da Arthur Martirosov, un imprenditore russo partner di Voshkod, un fondo di venture capital sotto sanzioni statunitensi. L’oligarca è rimasto per due giorni, ed è stato cauto sul farsi fotografare insieme al rampollo Trump: ha infatti postato alcuni video della battuta di caccia su Telegram, senza che quest’ultimo comparisse. Andato via Kremlev, il figlio del presidente è rimasto a caccia per una settimana: tornato ad Ulan Bator, ha incontrato il presidente della Mongolia, Ukhnaagiin Khurelsukh e i due avrebbero parlato delle relazioni tra i loro paesi, in un incontro definito informale.
Il portavoce di Donald Jr. ha affermato che “Don ha più volte chiarito che con Umar ha un’amicizia personale, non una relazione di business, basata sulla passione comune per la caccia e la pesca. Per questo non dovrebbe essere una sorpresa per nessuno che siano andati a caccia insieme”. Come ha detto, però, Holden Triplett, ex direttore del controspionaggio nel Consiglio nazionale di sicurezza statunitense durante il primo mandato di Trump, al Financial Times, “nel momento che i servizi di sicurezza russi scoprono che una persona ha una relazione con qualcuno di alto livello, cercano di sfruttarla”. Il primo incontro pubblico tra Kremlev e il figlio di Trump risale a un evento della International Boxing Association (Iba), associazione falcidiata da scandali e accuse di corruzione di cui l’oligarca è presidente, a Istanbul nel 2025: lì Donald Jr. ha definito Kremlev “non solo un leader, ma un amico”.
Nato Umar Lutfulloyev, l’oligarca è stato condannato da giovane per estorsione e percosse. Nel 2010 ha cambiato il suo cognome di etnia tagika nel più russofono Kremlev, che significa “del Cremlino”, e si è unito a un gruppo di motociclisti sostenuto dal governo russo, i Night Wolves: questo lo ha avvicinato ad Alexei Rubezhnoi, che oggi è a capo del servizio di sicurezza di Putin. Diventato un promoter di pugilato, nel 2017 è arrivato a capo della Federazione russa di boxe e nel 2020 è diventato presidente della Iba, portando con sé una grande sponsorizzazione del colosso statale del gas russo Gazprom. Kremlev, inoltre, è coinvolto in un’organizzazione chiamata Healthy Fatherland, gestita dalla sorella gemella della moglie. L’associazione, che promuove il cibo salutare e lo sport tra i giovani, è sotto sanzioni dal governo ucraino per il suo presunto ruolo nel programma di rapimento dei bambini ucraini dai territori occupati e del loro trasferimento altrove con il pretesto della “riabilitazione”. Il governo ucraino ha imposto sanzioni anche allo stesso Kremlev, citando la sua vicinanza a Putin e ai servizi segreti russi.