Gli attacchi a Starlink in Europa e la pista di una banda turco-curda protetta da Mosca

Tre incendi contro infrastrutture Starlink in Polonia, Bulgaria e Lituania riaccendono i sospetti di sabotaggio russo. Le indagini guardano ai Daltons, gang turco-curda i cui vertici sarebbero protetti da Mosca, e al possibile uso dei gruppi criminali come manodopera per la guerra ibrida del Cremlino in Europa
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Berlino. La sera del 23 settembre, a Wola Krobowska, circa cinquanta chilometri a sud di Varsavia, è stato appiccato il fuoco a una stazione di terra Starlink. La struttura collega i satelliti alla rete terrestre e serve anche alle comunicazioni dell’Ucraina. La Polonia ha dichiarato che l’operazione è stata condotta su ordine della Russia. Il 12 ottobre sono stati arrestati a Nürtingen, in Germania, due cittadini turchi sospettati dell’attacco, Ümit E., 38 anni, e Müslüm T., 35. Fonti di intelligence e di sicurezza di più paesi, riportate da due separate inchieste dello Spiegel e della Welt, rivelano che una delle piste è che i presunti sabotatori siano legati alla gang criminale turco-curda Daltons.
La sera del 9 ottobre, in Bulgaria, sono state incendiate otto antenne Starlink del Teleport Plana, a sud di Sofia. Anche in questo caso i due sospettati vengono dalla Germania: due diciannovenni con cittadinanza tedesca e origine straniera, arrestati il 23 ottobre a Duisburg su mandato d’arresto europeo.
Il 18 ottobre la Lituania ha sventato un tentativo analogo contro una struttura Starlink e le autorità di Vilnius lo hanno collegato agli altri due casi.
Tomasz Siemoniak, ministro coordinatore dei servizi speciali in Polonia, ha sottolineato che l’intelligence russa ricorre sempre più spesso a persone del mondo criminale. I servizi segreti di Mosca usano in Europa sia agenti professionisti sia agenti usa e getta, i cosiddetti “low-level agents”. I gruppi criminali possono essere però sfruttati come via intermedia: pronti a prendersi rischi, operativamente molto esperti, sono già inseriti in un network che sa come sfuggire alle autorità. Già a maggio il ministero dell’Interno tedesco scriveva che per Mosca la criminalità organizzata è utile soprattutto per sabotaggi e omicidi.
I Daltons sono una gang che nel 2024 si è resa autonoma dall’organizzazione di Baris Boyun: la banda sta assumendo importanza non solo in Turchia, ma anche in Europa e nelle strade tedesche. A Berlino i membri più giovani e spregiudicati si stanno imponendo con violenza nell’estorsione e nel traffico d’armi. Il presunto capo dei Daltons è Beratcan Gökdemir, classe 1997: arrestato nel 2024 in Russia, non è mai stato estradato in Turchia e non è chiaro dove si trovi ora. Secondo apparati di sicurezza citati da Spiegel e Welt, Gökdemir sarebbe diventato un protetto di Mosca, sotto l’ala dei servizi russi. Parlando con Ard, un “portavoce” della banda ha sostenuto a marzo che Gökdemir vivrebbe in una safe house messa a disposizione dal governo russo. La stessa Ard ha trovato video di combattenti schierati con la Russia in Ucraina che fanno gli auguri di compleanno a Gökdemir.
Il passato della gang passa anche dall’Italia: il turco-curdo Baris Boyun, classe 1984, è stato arrestato nel 2024 a Bagnaia, in un’inchiesta antiterrorismo della Procura di Milano, ed è attualmente detenuto al 41-bis all’Aquila. Boyun è considerato il capo della rete che porta il suo nome, di cui i Daltons erano in precedenza un braccio armato. La Procura, che lo accusa anche di essere il mandante di un omicidio commesso a Berlino nel marzo del 2024, attribuisce al gruppo un carattere terroristico.
L’ipotesi che viene intanto a formarsi è che anche i Daltons siano entrati in quello che l’Europol definisce “violence-as-a-service”, in cui i gruppi criminali si offrono come subappaltatori di violenza, spesso tramite giovani esecutori pagati a incarico. Tra i clienti possono esserci altre organizzazioni del crimine oppure, anche, servizi d’intelligence. Tra i casi più noti in questo senso c’è la rete Foxtrot, con base in Svezia, guidata da Rawa Majid, soprannominato la “Volpe curda”. I servizi segreti iraniani avrebbero usato più volte il lavoro di Foxtrot, mentre Majid si nasconderebbe al momento proprio in Iran. Foxtrot sarebbe dietro operazioni come l’attacco all’ambasciata israeliana di Stoccolma del gennaio 2024, per cui nel 2025 il Tesoro americano ha sanzionato la rete e lo stesso Majid. Molto spesso questi gruppi usano minorenni, a volte sotto l’età imputabile. L’Europol ha costituito una task force apposita, chiamata Grimm e guidata dalla Svezia. La Welt scrive che i Daltons sarebbero ben conosciuti nel quartier generale dell’Europol. Se e fino a che punto questa e altre gang criminali possano avere un ruolo anche nella guerra irregolare russa è ancora da capire, ma l’attenzione di diversi servizi in Europa sembra rivolta in questo senso.