Esteri
dopo le elezioni brasiliane •
La fuga di Flávio Bolsonaro dal Brasile dopo la sconfitta elettorale
Il candidato alla presidenza brasiliana dopo aver perso il ballottaggio contro Lula avrebbe prima raggiunto l'Argentina e da lì gli Stati Uniti. Aveva ricevuto un'ordinanza del tribunale che gli imponeva di consegnare i passaporti e gli proibiva di lasciare il paese

Flávio Bolsonaro (foto Associated Press via LaPresse)
Flávio Bolsonaro sarebbe scappato dal Brasile, passando la frontiera di terra con l’Argentina dopo che gli era stato ritirato il passaporto, e poi imbarcandosi su un aereo diretto verso gli Stati Uniti.
La notizia deve essere confermata, e viene appunto dopo l’emissione di un video in cui il candidato sconfitto al ballottaggio in Brasile diceva di aver ricevuto un'ordinanza del tribunale che gli imponeva di consegnare i passaporti e gli proibiva di lasciare il paese. Si presume dunque che abbia attraversato il confine con l’Argentina utilizzando il suo documento d’identità nazionale. Da tener presente che Javier Milei è stato l’unico dei presidenti di destra e centro-destra latino-americani a non avere mandato le congratulazioni a Lula dopo la vittoria: ha parlato invece di “furto”. Da Puerto Iguazú, località argentina al confine con Brasile e Paraguay, Flávio Bolsonaro si sarebbe poi recato negli Stati Uniti a bordo di un aereo Gulfstream G400, immatricolazione LV-JQW, appartenente alla compagnia Baires Fly S.A. Secondo le informazioni ottenute dalla testata on line argentina Infobae, la compagnia avrebbe richiesto le procedure doganali e di immigrazione per quattro passeggeri e tre membri dell’equipaggio. L’aereo è registrato in Argentina dal 25 settembre 2020 a nome di tale compagnia. In precedenza, ha utilizzato immatricolazioni statunitensi e messicane, tra cui N524GA, N522AC, N522AG, XA-CHG e N152GA. Il velivolo, prodotto nel 2004 da Gulfstream Aerospace, ha 14 posti, due motori Rolls-Royce Tay e un'autonomia stimata tra i 7.000 e i 7.800 chilometri.
Lunedì Flávio Bolsonaro aveva dichiarato che agenti della Polizia federale lo hanno avvicinato mentre usciva dalla casa di suo padre a Brasilia per informarlo di una decisione attribuita al giudice del Supremo Tribunale Federale Alexandre de Moraes. “Mi hanno ordinato lì, in strada, di consegnare i miei passaporti e mi hanno anche proibito di lasciare il paese”, ha dichiarato il senatore in un video pubblicato sui social media.
La restrizione sarebbe legata a un'indagine su presunto riciclaggio di denaro relativo ai legami del parlamentare con l'avvocato Willer Tomaz, implicato anche in indagini sui movimenti di fondi nel settore del gioco d'azzardo. Bolsonaro ha ribadito che la decisione è stata presa domenica sera, dopo la sua sconfitta contro Lula al secondo turno delle elezioni. Tuttavia, non ha specificato a quale indagine si riferisca il provvedimento. “Non ho mai detto una cosa del genere. È questo il motivo per cui mi ritirano il passaporto?”, ha chiesto il senatore. Le sue dichiarazioni alludevano ai commenti fatti da suo fratello, l'ex deputato Eduardo Bolsonaro, che vive negli Stati Uniti, riguardo alla possibilità di lasciare il Brasile in caso di sconfitta elettorale.
Il senatore è indagato per sospetta corruzione e riciclaggio di denaro in relazione al finanziamento del film biografico su suo padre, intitolato Dark Horse. Ci sarebbe poi anche una seconda inchiesta presso il Supremo Tribunale Federale per presunto riciclaggio di denaro relativa a Willer Tomaz, avvocato e amico intimo del senatore, come rivelato dai quotidiani O Estado de S. Paulo e O Globo alla vigilia del ballottaggio. Bolsonaro nega ogni addebito in entrambi i casi.
Bolsonaro si è in un primo momento rifiutato di ammettere la sconfitta e ha annunciato che chiederà l'annullamento delle elezioni, sostenendo che l'orario di voto prolungato di domenica ha favorito il candidato del partito al governo. Alla richiesta di rinviare la chiusura dei seggi di due ore, motivata da problemi ai trasporti e maltempo e all’inizio fatta da Lula, si era però poi associato anche il Partito Libela di Bolsonaro, e ieri il presidente del Partito Liberale Valdemar Costa Neto ha riconosciuto la rielezione di Luiz Inácio Lula da Silva, proclamata dal Tribunale Elettorale Superiore: una dichiarazione in cui non si è congratulato con il presidente, ma neanche ha menzionato la promessa di Flávio Bolsonaro di chiedere l'annullamento del voto in tribunale. Flávio Bolsonaro aveva però detto che sarebbe rimasto a guidare la resistenza politica contro il nuovo governo (https://www.youtube.com/watch?v=qULz5UQ8ZRk), dal momento che la sua coalizione ha la maggioranza sia alla Camera che al Senato.
“Per resistere al caos, organizzerò l'opposizione”, aveva dichiarato nello stesso video in cui ha raccontato l'ordinanza del tribunale relativa al suo passaporto. “Consegnerò i miei passaporti e mi difenderò da questa aberrazione, che è un chiaro tentativo di intimidirmi. Ma nessuno mi metterà a tacere”.