Esteri
sfida a Caracas •
"Sono qui, con voi!". Machado rientra in Venezuela e rilancia la battaglia per la libertà
La Nobel per la Pace è rientrata nel paese dopo la cattura di Maduro e mesi di esilio. IProseguono i negoziati tra regime e opposizione, ma restano irrisolti il veto alla sua candidatura, le garanzie politiche e la data delle nuove elezioni

Maria Corina Machado partecipa a un incontro di venezuelani a Panama (GETTYIMAGES)
María Corina Machado ha annunciato di essere riuscita a tornare in Venezuela, dopo ben sette tentativi di rientro falliti. “Sono qui, con voi”, è stato il suo messaggio su X. “Venezuela! Sono molto felice di annunciare che la nostra leader, la mia cara María Corina, è sul suolo venezuelano”, ha confermato a sua volta su X Edmundo González Urrutia, il candidato dell’opposizione alla presidenza alle elezioni rubate da Maduro. E ha aggiunto di sperare di incontrarla presto per portare avanti quello che ha definito un processo verso la libertà del Paese.
“È tempo di muoversi verso una transizione democratica” è stata il commento del fronte di opposizione Piattaforma Unitaria Democratica, che ha celebrato pubblicando sui Social una foto della leader che ringraziare la Divina Pastora in una chiesa di Lara. Andare a messa è stata appunto la prima cosa che ha fatto. Nel suo messaggio la Piattaforma ha auspicato il rafforzamento dell'unità nazionale e ha sollecitato progressi verso una transizione “democratica, pacifica e ordinata”. Ha inoltre collegato questa tabella di marcia al piano in tre fasi dell'amministrazione Trump: “è tempo di unire le forze, rafforzare l'unità nazionale e procedere con determinazione verso una transizione democratica, pacifica e ordinata che permetta ai venezuelani di recuperare pienamente i propri diritti e di decidere liberamente il proprio futuro”.
“María Corina Machado è in Venezuela, con la sua gente e nella sua terra. Il suo ritorno ribadisce l’impegno a continuare a lottare fino a conquistare la libertà, la democrazia e il rispetto della volontà sovrana dei venezuelani”. Dichiara al Foglio María Claudia Lopez, portavoce di María Corina Machado in Italia. “Come ha detto lei stessa: 'Sono qui. Con voi. Andiamo avanti fino alla fine!'. Dopo dieci mesi trascorsi all’estero, María Corina Machado torna nella sua terra e tra i venezuelani. Dalla chiesa di Santa Rosa, a Lara, ha ringraziato la Divina Pastora per il suo ritorno. 'La fede ci sostiene, la speranza ci spinge avanti e la convinzione di conquistare la libertà ci tiene uniti. Il Venezuela sarà libero! Il Venezuela non ha mai smesso di credere nella libertà'. Oggi, con María Corina Machado nuovamente sul territorio nazionale, si rafforza la speranza di milioni di venezuelani che sognano di vivere in democrazia, di ricongiungersi con le proprie famiglie e di costruire un futuro nel proprio Paese. La lotta continua. Il nostro impegno rimane immutato: far valere la volontà sovrana dei venezuelani. Il Venezuela merita di essere libero. E continueremo a lottare finché non lo avremo ottenuto”.
Giovedì Vente Venerzuela, il partito di María Corina Machado, aveva tenuto grandi manifestazioni in tutto il Venezuela, appunto per chiedere il suo rientro, l’accelerazione della transizione e la liberazione degli ultimi prigionieri politici. Il partito ha anche creato un registro per facilitare la registrazione degli elettori venezuelani residenti all'interno e all'esterno del paese.
María Corina Machado aveva lasciato il Venezuela nel dicembre 2025 per recarsi in Norvegia, dove avrebbe dovuto ricevere il Premio Nobel per la Pace. La cerimonia ufficiale si è svolta il 10 dicembre, ma lei è arrivata a Oslo dopo tale data ed è stata dunque sua figlia, Ana Corina Sosa, ha ritirato il premio a suo nome. Le immagini che circolano sui social media mostrano ora la leader, abbracciata dai sostenitori del suo partito, Vente Venezuela, durante una messa e mentre saluta i presenti nella piazza della città. Né lei né il suo staff hanno spiegato come sia tornata, affermando che avrebbero fornito dettagli nelle ore successive. David Alandete, corrispondente del quotidiano spagnolo Abc, ha affermato che il ritorno è stato reso possibile da un'operazione diplomatica che ha coinvolto diversi Paesi, di cui gli Stati Uniti erano a conoscenza. Il presidente americano Donald Trump ha dichiarato di non essere a conoscenza del suo ritorno, ma di sperare che sia al sicuro, secondo quanto riportato dalla Cnn.
María Corina Machado ritorna in un paese molto diverso da quello che ha lasciato. A gennaio, l'esercito statunitense ha deposto e catturato Nicolás Maduro e da allora Delcy Rodríguez, un'alleata di Maduro che godeva dell'approvazione dell'amministrazione Trump, ha governato come presidente ad interim. Il mandato della Rodríguez è scaduto e non sono state indette nuove elezioni. La Machado e i suoi alleati chiedono che venga fissata una data, mentre i funzionari statunitensi danno priorità alla stabilizzazione economica. L'amministrazione Trump l'ha in gran parte messa da parte durante la transizione. A gennaio, Trump l'ha definita “una donna molto gentile”, ma ha affermato che non ha “il sostegno o il rispetto all'interno del Paese” per guidarlo. Machado aveva più volte dichiarato che sarebbe tornata e aveva lasciato intendere che si sarebbe ricandidata in caso di elezioni.
Mercoledì si era concluso il terzo round del negoziato in corso tra una delegazione del regime guidata da Jorge Rodríguez, presidente dell’Assemblea Nazionale e fratello di Delcy, e una dell’opposizione guidata da Dinorah Figuera, presidente dell’Assemblea Nazionale eletta nel 2015, contro cui Maduro aveva fatto il suo golpe e che si è poi prorogata in esilio. Stavolta Dinorah Figuera si è incontrata anche con Delcy Rodríguez e gli Stati Uniti hanno celebrato i “risultati concreti” dei negoziati in Venezuela per promuovere una transizione democratica. Tra gli accordi dell'ultimo round vi sono la revisione di diverse leggi repressive, la creazione di una commissione congiunta per la gestione dell'oro venezuelano depositato presso la Banca d'Inghilterra, progressi per la nomina di 32 nuovi giudici al fine di ricostruire un Supremo Tribunale di Giustizia indipendente, il ripristino dell'accesso a oltre 70 siti web precedentemente bloccati e la riforma della Legge contro l'incitamento all'odio. Dinorah Figuera ha però affermato che ci sono difficoltà a fare progressi sulle questioni delle garanzie politiche, che includono la revoca del veto contro María Corina Machado e la fine dell'intervento giudiziario nei partiti politici. Restano ancora dentro 325 detenuti politici, ed anzi durante la manifestazione di giovedì ci sono stati sette nuovi arresti.