Esteri
"Il Seibert pensiero" •
Von der Leyen ha trovato il suo inviato per la guerra in Ucraina. Chi è Bjoern Seibert
Fedelissimo di von der Leyen, Bjoern Seibert tratta direttamente con gli emissari di Trump e siede al tavolo dei negoziati sull'Ucraina senza un mandato formale dei Ventisette. La sua linea è il pragmatismo verso Washington, nella speranza che il voltafaccia americano rientri dopo le elezioni di midterm
23 OTT 26

Bjoern Seibert - foto Ansa
Bruxelles. Ursula von der Leyen ha trovato l'inviato dell'Unione europea per i negoziati sull'Ucraina. Il suo nome è Bjoern Seibert ed è il capogabinetto della stessa presidente della Commissione. Non c'è stata alcuna consultazione pubblica con i capi di stato e di governo. Nessuna procedura formale di designazione del Consiglio europeo. Nemmeno un dibattito interno alla Commissione. È un fatto compiuto perché – spiegano nei palazzi bruxellesi – a quel tavolo c'è un solo posto per l'Ue, al fianco di un rappresentante della Nato e dei consiglieri alla sicurezza nazionale di Francia, Germania, Regno Unito, più occasionalmente l'Italia. Anche se formalmente non rappresenta tutti gli europei, Seibert ha preso il posto dell'Ue al tavolo che conta, quello in cui l'Ucraina si confronta con gli inviati di Donald Trump, Steve Kitkoff e Jared Kushener, prima e dopo che fanno la spola con Vladimir Putin o i suoi sottoposti. È accaduto a Miami il 9 ottobre, quando la riunione convocata dagli americani è stata bruscamente interrotta dagli ucraini dopo l'annuncio di Trump del suo accordo sul diesel con Putin. È accaduto di nuovo a Oslo martedì, quando Zelensky ha incontrato Witkoff assieme al presidente della Finlandia, Alexander Stubb, e al premier norvegese, Jonas Gahr Store.
Fedelissimo di von der Leyen, di cui era il capogabinetto quando lei era ministro della Difesa in Germania, Seibert è diventato la personalità più potente non solo dentro la Commissione, ma in tutte le istituzioni dell'Ue. È lui che prende le decisioni strategiche più importanti o affina i dettagli delle proposte legislative della Commissione. A Bruxelles viene usata l'espressione "Seibert pensiero", non "von der Leyen pensiero". Da quando Trump è tornato alla Casa Bianca nel 2025, è Seibert che ha gestito direttamente il dossier dei rapporti con gli Stati Uniti. E ha dettato la linea: accondiscendenza e sottomissione al leader americano per limitare i danni economici delle sue guerre con i dazi e quelli di sicurezza per il disimpegno dall'Europa. Guardato inizialmente con sospetto dall'Amministrazione Trump per i suoi ottimi rapporti con Jack Sullivan, il consigliere alla Sicurezza nazionale di Joe Biden, Seibert ha saputo conquistare anche i nuovi interlocutori. Ora ha ottime relazioni con Witkoff e Kushner. L'invito all'incontro di Miami del 9 ottobre è venuto da loro. Fino all'estate partecipava agli incontri sull'Ucraina anche Pedro Lourtie, il capogabinetto del presidente del Consiglio europeo, perché è António Costa a rappresentare i 27 capi di atato e di governo dell'Ue. Ora non più.
La presenza di Seibert può essere giustificata con il fatto che la Commissione ha nelle sue mani la leva delle sanzioni economiche. Ma il "Seibert pensiero" sull'Ucraina va oltre. Per la Commissione, l'Ue non è in grado di sostenere la difesa di Kyiv senza gli Stati Uniti. La scelta è quella del pragmatismo di fronte a un Trump transazionale, che non fa differenza tra commercio e guerra. Così la Commissione si lega le mani in tutti i settori di interesse per l'Amministrazione Trump: accordo su dazi penalizzante per l'Ue, inazione di fronte agli abusi delle piattaforme digitali, rinvio delle restrizioni sulle emissioni di metano, nessuna critica diretta quando Trump attacca l'Ucraina. Nonostante le decisioni contrarie agli interessi di Kyiv, la Commissione ritiene positivo che Washington abbia ripreso i negoziati, accogliendo Seibert. La Commissione spera che il tradimento rientri dopo le elezioni di midterm ed è perfino convinta che Trump possa offrire a Putin un modo per salvare la faccia e porre fine alla guerra con la Yalta 2.0 con Xi Jinping.
