Esteri
La guerra in orbita •
Quanto pesano i satelliti sulla difesa di Kyiv. Starlink rallentato e il radar finlandese inseguito da Mosca
Nessuno pare sapere chi abbia deciso la limitazione dei satelliti in Ucraina. In SpaceX dicono che l’ordine viene dalla Casa Bianca, alla Casa Bianca dicono che viene da Musk. Rubio ha liquidato la faccenda con un “it sort of happened”: è successo e basta
23 OTT 26

(Foto Getty)
Ukrlan ha ventotto anni e spara con un obice da una postazione interrata nel Donbas. Quando nella notte fra il 13 e il 14 ottobre SpaceX ha limitato i terminali Starlink in movimento sul territorio ucraino, se n’è accorto subito: il collegamento con il comando è saltato, e la rete è diventata lentissima. In una guerra di droni, sapere in tempo che cosa arriva dall’alto è letteralmente una questione di vita o di morte. Al fronte i satelliti sono una faccenda molto terrena. Lo stesso segnale guida gli esacotteri che portano cibo e acqua ai soldati fermi per settimane nelle posizioni avanzate e i droni intercettori lanciati contro gli Shahed russi a reazione, che superano i 400 chilometri all’ora.
Con il nuovo limite la connessione cadeva oltre i 161 km/h. Zelensky lo ha detto chiaramente: alcuni Shahed non sono stati abbattuti. Nessuno pare sapere chi abbia deciso la limitazione. In SpaceX dicono che l’ordine viene dalla Casa Bianca, alla Casa Bianca dicono che viene da Musk. Rubio ha liquidato la faccenda con un “it sort of happened”, è successo e basta. Il rallentamento è arrivato mentre Trump premeva su Kyiv perché smettesse di colpire le raffinerie russe. Musk sosteneva che spegnendo Starlink il fronte ucraino sarebbe crollato; si è visto che basta molto meno: un numero nel software.
Più in alto, negli stessi giorni, il satellite russo Kosmos 2612 è arrivato a poche centinaia di metri da ICEYE X36, il radar finlandese che vede di notte e attraverso le nuvole e fornisce immagini all’esercito ucraino. Ogni manovra di fuga è tempo in cui il satellite smette di guardare l’Ucraina, e qualche ora di preavviso in meno per una brigata sotto attacco. L’Europa, se vuole davvero tornare a parlare di difesa, dovrebbe chiedersi quanta parte della propria sicurezza passi per infrastrutture che non controlla. Per Ukrlan i satelliti sono concreti quanto una bottiglia d’acqua appesa a un drone. A patto che il drone voli.