Esteri
Il colloquio •
Così la propaganda di Mosca si è insinuata nelle proteste francesi
"Martedì la rete di disinformazione russa Matryoshka ha diffuso su X 12 notizie false sulle manifestazioni in Francia, usurpando l’identità di diversi media francesi, tra cui France24, Le Figaro, BfmTv e Le Parisien”, dice Colon, docente a Sciences Po Paris
23 OTT 26

Foto LaPresse
Parigi. David Colon, docente a Sciences Po Paris, dove insegna Storia della propaganda e delle tecniche di comunicazione persuasiva, è uno dei massimi esperti di guerra dell’informazione. Il suo ultimo libro è “Infodémie. Comment lutter contre le virus de la désinformation” (Tallandier), un saggio sulla manipolazione dei media occidentali da parte delle campagne di disinformazione e propaganda del Cremlino, ma anche un manuale di resistenza democratica contro questa guerra insidiosa e decisiva per il futuro dell’occidente. In questi giorni, attraverso il suo account X, Colon ha rivelato fino a che punto i gruppi di propaganda russi Matryoshka e Storm-1516, ma anche le reti iraniane e algerine, abbiano strumentalizzato le proteste in Francia contro il carovita, contribuendo a aizzare la rabbia e il malcontento dei francesi. “Martedì, la rete di disinformazione russa Matryoshka ha diffuso su X 12 notizie false (9 video e 3 prime pagine fake) sulle manifestazioni in Francia, usurpando l’identità di diversi media francesi, tra cui France24, Le Figaro, BfmTv e Le Parisien”, dice al Foglio Colon, sottolineando che i contenuti sono stati diffusi anche su TikTok.
Per ora non ci sono stati invece contenuti di Storm-1516 relative alle manifestazioni. In compenso, martedì, la rete di disinformazione è tornata a interferire sulle elezioni presidenziali del prossimo anno. “Storm-1516, legata al Cremlino, ha diffuso una nuova notizia falsa che prendeva di mira Raphaël Glucksmann (leader di Place Publique e candidato socialdemocratico all’Eliseo, ndr), propagata su X da influencer affiliati e, in molti casi, retribuiti”, spiega il professore di Sciences Po Paris, prima di aggiungere: “Da mercoledì, grazie al rapporto pubblicato dall’ong Alliance4Europe siamo inoltre a conoscenza dell’implicazione di altre due reti di disinformazione russe: Doppelgänger e Pravda. Siamo di fronte a una strumentalizzazione opportunistica delle manifestazioni da parte degli agenti del Cremlino per amplificare le tensioni, esacerbare la polarizzazione e seminare il dubbio su ciò che è vero e ciò che è falso. Un modus operandi ormai rodato”. L’elemento di novità, prosegue Colon, è rappresentato dal “coinvolgimento altamente probabile di una cerchia di utenti iraniani o vicini all’Iran, algerini o vicini all’Algeria, i quali, da sabato, hanno diffuso contenuti incendiari che mettevano in evidenza presunte violenze da parte della polizia francese”.
Il giornalista Frédéric Martel, su France Culture, ha citato un caso emblematico: quello dell’influencer franco-iraniano Shahin Hazamy, che la mattina del 7 ottobre, dopo il pogrom di Hamas in Israele, aveva pubblicato questo messaggio sui social: “Segnatevi la data (…) E’ l’inizio della fine per l’entità sionista”. “Hazamy possiede un tesserino da giornalista rilasciato dalla Repubblica islamica dell’Iran, ed è molto vicino alle autorità e ai servizi segreti iraniani. Lo scorso settembre è stato condannato per apologia di terrorismo e già prima delle manifestazioni di sabato aveva diffuso sui suoi canali social resoconti di presunte violenze da parte delle forze dell’ordine. Lo ha rifatto durante le manifestazioni, con un racconto che ha raggiunto un pubblico molto vasto e, in gran parte, autentico. Perché? Perché questi influencer sanno sfruttare le caratteristiche dei sistemi algoritmici dei social, ma sanno anche sfruttare le rivendicazioni dell’estrema sinistra a fini strategici”, dice Colon. “Sotto molti aspetti, sono degli agenti del caos che, per conto della Repubblica islamica dell’Iran e dei suoi rappresentanti, si adoperano per minare la coesione della nostra società in un momento particolarmente critico”, aggiunge, evidenziando anche “il ruolo dei media statali”. “I media algerini, così come quelli iraniani e russi, hanno presentato una visione delle manifestazioni incentrata solamente sulle violenze della polizia, a scapito delle rivendicazioni dei manifestanti e delle azioni dei teppisti”.