Esteri
Editoriali •
L’Alberta è in Canada per restare
Il no al referendum sull’indipendenza e l’effetto Trump, di nuovo
21 OTT 26

Foto LaPresse
Tre abitanti dell’Alberta su quattro hanno respinto l’ipotesi di indire un referendum sull’indipendenza dal Canada. Eppure la provincia, che vanta le quarte maggiori riserve petrolifere accertate del mondo, non manca di motivi di insofferenza verso il modo in cui il governo di Ottawa gestisce il dossier. La stessa premier, la conservatrice Danielle Smith, rimprovera all’ex primo ministro liberale Justin Trudeau un’agenda ambientalista che ha mirato a ridurre la produzione di greggio. E’ stata sempre lei a volere la consultazione, con l’obiettivo dichiarato di smascherare il bluff degli indipendentisti. Durante la campagna ha ricordato che il processo di separazione costerebbe, all’inizio, circa 400 miliardi di dollari canadesi (253 miliardi di euro), ai quali si aggiungerebbero dai 25 ai 50 miliardi di dollari l’anno.
Un chiaro sostegno alla causa indipendentista è invece arrivato dall’Amministrazione Trump, nel quadro dell’ossessione del presidente di inglobare il Canada negli Stati Uniti. I leader separatisti sono stati ricevuti al dipartimento di stato e hanno ricevuto consigli da esponenti politici repubblicani, lo stesso segretario al Tesoro Scott Bessent ha definito la provincia un “partner naturale” degli Stati Uniti, ed Elon Musk ha pubblicato su X un post a favore della secessione. Ma, come già accaduto per il voto alle ultime elezioni politiche canadesi, anche in questo referendum l’essere associati a Trump ha avuto un effetto controproducente. A fare fronte comune contro il referendum sono apparsi insieme sullo stesso palco gli ex premier provinciali Jason Kenney, del Partito conservatore, e Rachel Notley, del New democratic party di sinistra, mettendo da parte l’aspra rivalità ideologica che solitamente caratterizza la politica locale. Anche il primo ministro canadese Mark Carney, cresciuto proprio in Alberta, è andato in visita impegnandosi a migliorare le relazioni tra la provincia e il governo centrale, dopo essersi accordato con Danielle Smith per promuovere un nuovo oleodotto per aumentare le esportazioni.