Esteri
Ostaggi del Cremlino •
Mosca arresta un giornalista giapponese. Un avvertimento a Tokyo (e un favore alla Cina)
Yuki Imai dell'Hokkaido Shimbun rischia vent’anni di carcere con l’accusa di spionaggio. L’arresto arriva mentre il Giappone rafforza la cooperazione militare e d’intelligence con Kyiv. E Putin si avvicina a Pechino sulle isole contese con Tokyo

Prima c’è l’uomo a terra, in quella che si presume sia la sua stanza d’albergo, con tre uomini col volto coperto che lo tengono fermo. Poi è inginocchiato, ammanettato, davanti a un computer Panasonic. Le immagini successive mostrano il suo trasferimento e infine il giovane dietro le sbarre. Il video diffuso ieri dai servizi di sicurezza russi dell’Fsb attraverso l’agenzia Tass documenta in tempo reale l’arresto di un giornalista giapponese accusato di spionaggio. E’ una dimostrazione di forza da parte del Cremlino, in un momento in cui i rapporti tra Russia e Giappone sono ai minimi storici. Poche ore dopo la diffusione delle immagini, la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha identificato il giornalista come Yuki Imai, reporter del quotidiano Hokkaido Shimbun che stava lavorando a Juzno-Sachalinsk, a sud dell’isola di Sachalin.
L’ultima volta che la Russia ha arrestato un giornalista straniero per spionaggio è stato nel 2023 con l’americano Evan Gershkovich, corrispondente del Wall Street Journal, rilasciato il 1° agosto dell’anno successivo nell’ambito di uno scambio di prigionieri. Imai lavorava ai rapporti fra Russia e Corea del nord, e stava documentando la vita dei nordcoreani sull’isola di Sachalin, il territorio russo a nord del Giappone, la stessa oblast a cui appartengono anche le isole Curili, che Tokyo chiama Territori del nord, e che sin dalla fine della Seconda guerra mondiale restano al centro di una disputa territoriale mai risolta tra Mosca e Tokyo. Il suo lavoro si concentrava anche sulla storia dei prigionieri di guerra giapponesi deportati in Unione sovietica dopo il 1945, un capitolo ancora sensibile della memoria storica giapponese. L’Fsb sostiene che il giornalista raccogliesse informazioni “relative alla capacità di difesa del paese” per conto dell’intelligence giapponese, e secondo quanto riportato dal quotidiano Hokkaido Shimbun, Yuki Imai è stato arrestato subito prima di rientrare in Giappone.
Ieri Mosca ha mandato un avvertimento pubblico e inquietante contro Tokyo, che dopo l’invasione su larga scala dell’Ucraina ha aderito pienamente alle sanzioni occidentali contro la Russia, ma che ora sta facendo molto di più. Di recente, la premier giapponese Sanae Takaichi ha cercato di aggirare i limiti imposti dalla Costituzione post bellica giapponese anche per aumentare gli aiuti diretti a Kyiv – a Tokyo si parla da tempo di iniziare a fornire all’Ucraina anche armi come i missili Patriot, e non più solo equipaggiamenti non-letali. Ma è soprattutto nelle ultime settimane che, in modo molto discreto, mentre imponeva nuove sanzioni contro la Russia, il governo giapponese ha intensificato le visite di alto livello e la collaborazione con l’Ucraina, soprattutto nell’ambito della Difesa e della condivisione delle informazioni d’intelligence. In pratica, mentre la Corea del sud inviava a Mosca uno dei funzionari del suo servizio segreto e poi si lanciava in un violento attacco diplomatico contro Kyiv, il Giappone rafforzava la sua posizione nell’alleanza dei paesi a difesa dell’Ucraina, ottenendo in cambio informazioni sulla Corea del nord e sulle tattiche della guerra ipertecnologica contemporanea.
La Russia di Putin ha punito questo slancio, e prima aveva mandato degli avvertimenti: è così che sulla stampa giapponese è stata letta la visita del presidente russo, il 12 agosto scorso, proprio a Sachalin, dove aveva assistito a esercitazioni della Flotta del Pacifico. Il giorno dopo Putin aveva visitato per la prima volta le isole Curili, fermandosi a Iturup, una delle quattro isole meridionali rivendicate dal Giappone. Ieri, nello stesso giorno dell’arresto del giornalista giapponese, anche una delegazione della Repubblica popolare cinese ha visitato Iturup. Secondo il governo regionale russo di Sachalin, la delegazione comprendeva funzionari della provincia cinese dell’Heilongjiang e rappresentanti delle imprese, interessati a sviluppare la cooperazione nell’acquacoltura di ricci di mare e cetrioli di mare e nel turismo. Una coincidenza significativa: da circa un anno Pechino ha rilanciato una campagna di propaganda antigiapponese di intensità senza precedenti, dopo le dichiarazioni della premier Takaichi sulla possibilità che un attacco cinese a Taiwan costituisca una minaccia esistenziale per il Giappone. Il giornalista Yuki Imai, intanto, rischia fino a vent’anni di carcere.