L’Ue la Nato evitano lo scontro con Trump e minimizzano sul tradimento all’Ucraina

Per gli europei l’accordo sul diesel e tutto ciò che ne è seguito sono considerati come una mossa disperata di Trump in vista delle elezioni di midterm. La speranza è che dopo il 3 novembre tutto torni come prima per Kyiv
15 OTT 26
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Foto Ap via LaPresse

Bruxelles. L’Unione europea e la Nato per l’ennesima volta stanno infilando la testa sotto la sabbia di fronte al tradimento dell’Ucraina da parte del presidente americano, Donald Trump. Tra impotenza e rassegnazione degli europei, gli Stati Uniti sono considerati insostituibili e gli alleati europei dell’Ucraina sono costretti ad adeguarsi. La scorsa notte sono stati lanciati 39 missili balistici contro Kyiv e Kharkiv. Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha denunciato il fatto che per la seconda notte di fila gli americani non hanno avvertito in anticipo dell’attacco russo.
Ieri mattina diversi responsabili ucraini hanno rivelato che il sistema satellitare Starshield – fornito da Starlink, ma sotto il controllo del Pentagono – ha smesso di funzionare regolarmente, compromettendo alcune capacità di difesa sia nelle città sia sulla linea del fronte. Ma gli europei non vogliono attribuire la responsabilità a Trump. La linea ufficiale è stata espressa dal segretario generale della Nato. “Credo che il presidente sia stato molto chiaro, quando ha rilasciato brevi dichiarazioni ai media mentre lasciava la Casa Bianca per un evento elettorale, e ha affermato che la condivisione di informazioni di intelligence non si è interrotta”, ha detto Mark Rutte durante una visita in Estonia. “Non abbiamo indicazioni che la condivisione dell’intelligence è stata interrotta”, ha ribadito la portavoce della Commissione europea. L’accordo sul diesel e tutto ciò che ne è seguito sono considerati come una mossa disperata di Trump in vista delle elezioni di midterm. La speranza è che dopo il 3 novembre tutto torni come prima per l’Ucraina.
“Non abbiamo niente da guadagnare da uno scontro con Trump”, spiega al Foglio un diplomatico europeo: “Non vedo l’Ue rispondere, se non rafforzando quello che può fare lei da sola”. Zelensky sarà domani a Bruxelles per partecipare al Consiglio europeo. Il momento appare tanto drammatico quanto dopo lo scontro nell’ufficio ovale della Casa Bianca tra il presidente ucraino e Trump il 28 febbraio del 2025. Anche all’epoca Zelensky venne accolto tra i capi di stato e di governo in una dimostrazione di sostegno unitario. Lo stesso esercizio verrà ripetuto domani. Il premier britannico, Andy Burhnam, che ha accolto Zelensky a Londra, ha promesso di lavorare per “porre prudentemente le basi di un riavvicinamento” con Trump. “Siamo al vostro fianco e questo non cambierà”, ha detto Burnham, parlando di giorni “cupi e difficili”. Mark Rutte potrebbe essere inviato a Washington per cercare di far cambiare idea a Trump. “L’Ue sta facendo la propria parte. E quello che chiediamo ai nostri alleati americani è di fare la loro parte e di continuare a sostenere l’Ucraina”, ha detto il presidente del Consiglio europeo, António Costa. Da lui è arrivata l’unica timida critica a Trump. “C’è una grande differenza tra essere ottimisti ed essere ingenui. E’ chiaro che la pace senza difesa è un’illusione”, ha detto Costa, rispondendo a una domanda sulla mancata condivisione dell’intelligence e l’interruzione di Starshield: “Chi vuole ottenere al più presto una pace giusta e duratura in Ucraina deve sostenere l’Ucraina con tutti i mezzi di cui ha bisogno per difendersi dalla brutale aggressione della Russia”.
La Commissione ieri ha annunciato un esborso da 2,86 miliardi di euro del suo prestito da 90 miliardi per acquistare urgentemente missili, droni e munizioni. La Commissione ha anche spiegato che sta lavorando all’integrazione di capacità satellitari commerciali nel programma europeo di comunicazioni sicure Gosvatcom. Potrebbe essere utile per usi militari all’inizio del 2027, ma non al livello offerto da Starshield. La costellazione satellitare dell’Ue, IRIS², inizierà ad operare solamente a partire dal 2029. “Fino ad allora non saremo in grado di sostituire Starlink o Starshield”, dice un funzionario dell’Ue. Anche sul piano di armamenti in grado di sostituire le forniture americane l’Europa è in ritardo. Al vertice i capi di stato e di governo dei ventisette discuteranno del buco di bilancio cui è confrontata l’Ucraina nel 2027. Ma l’Ue ha raggiunto i limiti di ciò che considera possibile fare. Secondo diversi diplomatici, non ci saranno progressi sull’utilizzo a favore di Kyiv e gli attivi sovrani russi immobilizzati con le sanzioni. Viste le difficoltà incontrate con il 21esimo pacchetto di sanzioni, l’idea di un 22esimo dell’Ue non è più sul tavolo.