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I liceali francesi non mollano. Ma la gauche li spinge con i gilet gialli
Dopo cinque atti di protesta, gli studenti denunciano promesse insufficienti e minacciano di bloccare le scuole. La France insoumise di Mélenchon sostiene le loro rivendicazioni, da Parcoursup ai fondi per gli istituti, e punta alla convergenza con i gilet gialli di sabato. In piazza anche Greta Thunberg

Foto via Getty Images
Parigi. I liceali francesi dicono di aver ricevuto "solo briciole" dal governo e minacciano di bloccare le scuole a oltranza se loro richieste non verranno accolte. Ieri, in Francia, è andato in scena l'Atto V della mobilitazione studentesca, una protesta che è entrata nella sua quarta settimana ed è nata per denunciare la carenza di insegnanti, il sovraffollamento delle classi, la vetustà degli edifici scolastici e l'insufficienza degli investimenti. "Non ci ascoltano, allora andremo a cercarli", ha scritto su X l'Union étudiante, uno dei sindacati studenteschi che guida la mobilitazione.
Nel progetto di bilancio per il 2027, presentato il 1° ottobre dal primo ministro Sébastien Lecornu, c'è un assegno di 1,2 miliardi di euro in più rispetto allo scorso anno a beneficio della scuola. Per tamponare la cronica mancanza di docenti, Lecornu ha inoltre promesso di inviare d'urgenza 3.000 supplenti nei licei in condizioni più critiche e si è detto disponibile a modifiche della legge di Bilancio sulla base di "alcune delle proposte formulate" dai liceali attraverso la piattaforma collaborativa Agora (lanciata dal governo per permettere agli studenti delle scuole superiori di esprimere le proprie difficoltà, aspettative e proposte per migliorare il sistema scolastico). Ma la distanza tra gli annunci dell'esecutivo e le richieste degli studenti è ancora siderale.
L'Union syndicale lycénne, sindacato studentesco vicino alla gauche radicale, esige un piano da 10 miliardi di euro per la ristrutturazione e l'ammodernamento delle strutture scolastiche, ma anche la soppressione di Parcoursup, la piattaforma di orientamento per l'accesso all'università, accusata di generare forte ansia e disuguaglianze. Entrambe le misure sono appoggiate con vigore dalla France insoumise (Lfi), il partito di estrema sinistra guidato da Jean-Luc Mélenchon. "Parcoursup deve essere abolito", ha affermato domenica Mélenchon, secondo cui la piattaforma accentuerebbe la distanza tra Parigi e le banlieue. "Parcoursup è il contrario della selezione sociale. Non ci sono mai stati così tanti diplomati dell'Île-de-France che oggi studiano nel centro di Parigi", ha risposto ieri a distanza il ministro dell'Università Philippe Baptiste, nel corso del question time al governo.
Secondo le cifre della polizia, per l'Atto V sono scesi in piazza in tutta la Francia 161.500 studenti (41.500 solo a Parigi). Numeri in calo rispetto alle puntate precedenti (martedì 6 ottobre, per l'Atto I della mobilitazione, erano 266 mila in tutto il paese), ma con "violenze che si intensificano", secondo le parole del ministro dell'Istruzione Édouard Geffray. Oggi un negozio Maison Nicolas, catena specializzate nella vendita di vini, è stato vandalizzato nei pressi della stazione della metropolitana Duroc, mentre un'auto è stata incendiata a boulevard des Invalides.
Per l'Atto V è arrivata anche l'attivista svedese Greta Thunberg. Stamattina si è presentata davanti al liceo Paul-Éluard di Saint-Denis, uno dei focolai della protesta, lì dove il sindaco Lfi Bally Bagayoko si era messo a ballare con gli studenti davanti a un cassonetto in fiamme e aveva dichiarato che la violenza contro la polizia, in alcuni casi, è "legittima". Avvolta da una kefiah e reduce dal corteo pro-pal di sabato a Napoli, Greta ha ripreso la retorica Lfi contro le forze dell'ordine, denunciando l'"estrema violenza" della polizia e dicendosi "estremamente fiera degli studenti francesi". "I giovani non vengono coinvolti nelle discussioni. Ci rubano il futuro", ha aggiunto. Sabato prossimo gli studenti francesi si uniranno ai professori, ai lavoratori dipendenti e agli agricoltori per una grande mobilitazione nazionale "contro il caro vita": una convergenza delle lotte che inquieta il governo.
"Vi invitiamo a unirvi in massa al movimento dei ‘gilet gialli' di sabato per dare finalmente vita a questa convergenza delle lotte", ha dichiarato il leader dell'Union syndicale lycéenne Ryad Rani, l'agit-prop di Mélenchon nei licei.

