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L’arresto dell’ex capo dei servizi tedeschi è il peggior scandalo dalla fine della Guerra fredda
August Hanning è stato arrestato nella sua abitazione a Nordwalde, vicino a Münster, in Renania. La procura federale ha confermato che l'ex alto funzionario è indagato per tentato tradimento e per aver agito come agente di un servizio di intelligence straniero

(Foto La Presse)
Berlino. Non capita tutti i giorni che le notizie relative ai servizi segreti arrivino per due giorni consecutivi sulle prime pagine dei giornali. Neppure la Germania, in teoria, fa eccezione. Al contrario, tutta l’Europa ha ascoltato con apprensione le dichiarazioni rese lunedì al Bundestag dal presidente del Bundesnachrichtendienst (Bnd, il servizio di intelligence esterna) Martin Jäger secondo cui la Repubblica federale tedesca “rischia di essere coinvolta in un conflitto violento con la Russia”. Un allarme al quale si è unito il presidente del servizio di intelligence interna (il Bundesamt für Verfassungsschutz, BfV) Sinan Selen, secondo cui la Russia sta dimostrando la sua volontà di impegnarsi in sabotaggi e omicidi. Due allarmi spazzati via ieri mattina quando le agenzie hanno battuto la notizia dell’arresto dell’ex presidente del Bnd, August Hanning, con l’accusa di spionaggio. Ottant’anni compiuti a febbraio, Hanning è stato alla guida dell’intelligence esterna fra il 1998 e il 2005.
L’ex alto funzionario è stato arrestato nella sua abitazione a Nordwalde, vicino a Münster, in Renania. La procura federale ha confermato che Hanning è indagato per tentato tradimento e per aver agito come agente di un servizio di intelligence straniero. Per Ard, il primo canale pubblico tedesco, si tratta di “un caso spettacolare” mentre per la Süddeutsche “è uno dei più grandi casi di spionaggio nella storia della Repubblica federale”. Assieme a Hanning è stato arrestato anche il suo ex capo di gabinetto al Bnd, identificato come Manfred D., che avrebbe continuato a passargli informazioni riservate dopo che il presidente del Bnd aveva lasciato il servizio. Ossia quando, fra il 2005 e il 2009, Hanning concluse la sua carriera da grand commis con la promozione a sottosegretario all’Interno.
Così, mentre l’ex capo dell’intelligence serviva nel primo gabinetto Merkel, il suo fido ex braccio destro, passato alle dipendenze del nuovo capo del Bnd, continuava ad avere accesso a una vasta gamma di documenti classificati. “I risultati delle indagini suggeriscono che, nel corso degli anni, Manfred D. ha fornito a Hanning circa 2.000 documenti, molti dei quali contenevano informazioni riservate da utilizzare esclusivamente dal Bnd”, ha ancora spiegato la procura federale. Manfred D. è accusato di aver fornito a Hanning informazioni almeno fino alla metà del 2022, permettendogli di utilizzarle nel suo lavoro di consulenza privata. Hanning, da parte sua, è accusato di essere rimasto “in stretto contatto con un rappresentante di un altro servizio di intelligence straniera, a cui ha trasmesso informazioni politiche, parzialmente basate sul materiale fornito da Manfred D., per diversi anni”.
Lo scandalo, spiega la Welt, è stato scoperto un po’ per caso. “In realtà, la procura di Amburgo stava indagando su un dossier completamente diverso”. Nel settembre 2025, le autorità perquisirono gli uffici di Hanning dopo che il suo nome era emerso nel caso dell’imprenditrice Christina Block, accusata di rapimento di minori. Erede della catena di ristoranti Block House, Frau Block è indagata per aver fatto rapire e riportare in Germania i propri figli che il marito aveva portato a vivere in Danimarca. Una sottrazione di minori facilitata, secondo l’accusa, dai buoni uffici dell’ex capo dei servizi. A casa Hanning gli investigatori si imbatterono però in materiale che non aveva nulla a che fare con il loro procedimento, “ma che era comunque sensibile”.
Per gli osservatori del mondo dei servizi segreti, tuttavia, l’arresto non arriva dal nulla, osserva ancora la Welt. Da anni circolano anche altre accuse contro Hanning. Un ex agente, per esempio, lo accusa di essere stato reclutato già negli anni 80 dai servizi segreti sovietici prima e da quelli russi poi. All’epoca Hanning lavorava come responsabile della sicurezza presso la Rappresentanza permanente della Repubblica federale a Berlino est. Queste accuse non sono mai state confermate in sede giudiziaria. Al contrario, era circolata anche l’ipotesi che si trattasse di voci messe in giro dall’ex agente per motivi di vendetta a seguito di un conflitto personale fra i due.
Di recente Hanning era finito sui giornali anche per un suo coinvolgimento in una controversia legale durata anni e relativa a operazioni immobiliari e di investimento fallite in Lettonia. Tant’è che una parte della sua pensione sarebbe stata pignorata. Quanto al nuovo caso, secondo un’indagine congiunta Ndr/Wdr/Süddeutsche Zeitung, i documenti “passati” a terzi riguarderebbero il programma nucleare iraniano e i movimenti delle Forze armate russe in Ucraina. Il che porterebbe a escludere che Hanning li abbia trasmessi al Cremlino. Ieri lo Spiegel scriveva che gli investigatori stanno indagando su un presunto contatto di Hanning con un agente dell’Azerbaigian. “Nessuno dei miei obiettivi, nessuna delle mie priorità viene messa in discussione da questa vicenda”, ha dichiarato ieri il capo del Bnd, Martin Jäger.