La firma russa sui sabotaggi in Europa

L’Estonia attribuisce a Mosca l’incendio contro Milrem Robotics, dopo la Germania per l’attacco all’aeroporto di Lipsia. In Italia, invece, sul caso Colleferro restano aperte tutte le ipotesi. La nota diplomatica della Russia alla Nato
29 SET 26
Ultimo aggiornamento: 17:26
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Ukrainian President Volodymyr Zelensky (R) welcomes Estonia's Prime Minister Kristen Michal (L)

Oggi il governo estone ha attribuito formalmente alla Russia l’attacco incendiario contro Milrem Robotics, l’azienda di Tallinn che produce sistemi terrestri senza equipaggio e fornisce tecnologia all’Ucraina. Per Tallinn non si tratta più soltanto di un episodio di sabotaggio sul territorio nazionale, ma di un’operazione commissionata dai servizi russi. L’incendio era divampato nella notte tra il 14 e il 15 agosto scorso in un edificio utilizzato da Milrem e nei giorni successivi la polizia lettone aveva arrestato tre cittadini lettoni sospettati di aver appiccato il fuoco. L’indagine estone aveva mantenuto aperta – senza mai però rendere pubblici i dettagli dell’inchiesta – la possibilità che dietro l’episodio ci fosse un’operazione di sabotaggio. E oggi è arrivata la conferma: il servizio di sicurezza interno estone ha fatto sapere che la valutazione delle informazioni raccolte consente di stabilire che l’attacco è stato commissionato dai servizi russi, e il primo ministro Kristen Michal lo ha inserito in una più ampia campagna russa condotta in Europa per intimidire i paesi occidentali e ridurre il sostegno all’Ucraina.
L’attribuzione pubblica è diventata uno degli strumenti con cui i governi europei cercano di contrastare la dimensione informativa della guerra ibrida, e segna un cambio di passo nella politica collettiva. 
È quello che è successo in Germania dopo l’attacco con droni all’aeroporto di Lipsia del 4 agosto. Berlino ha aspettato settimane prima di attribuire formalmente alla Russia il tentato attacco, e ha spiegato esplicitamente che l’attribuzione politica è diversa dall’accertamento giudiziario perché polizia, intelligence e l’analisi dei metodi avevano fornito elementi sufficienti per collegare l’operazione a Mosca, mentre l’indagine penale continuava. Il governo tedesco aveva parlato di una “chiara attribuzione” e sottolineato che il suo scopo è arrivare a un quadro completo e a conclusioni affidabili sull’attore responsabile. Oggi il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov ha negato le accuse dell’Estonia: “Tali affermazioni sono prive di fondamento e sconsiderate”. Ma l’attribuzione pubblica e certa serve proprio a questo: a evitare che montino speculazioni e potenziale disinformazione, da un lato e dall’altro. E’ il problema più critico in Italia e in altri paesi europei, dove nominare esplicitamente la Russia (o la Cina o l’Iran) in caso di potenziali attacchi ibridi è considerato politicamente troppo rischioso: dopo l’incendio avvenuto il 13 agosto scorso nella fabbrica di munizioni ex Simmel Difesa (oggi di proprietà di KNDS Ammo Italy) a Colleferro, la Difesa aveva fatto sapere di aver tenuto aperte tutte le ipotesi. La magistratura sta ancora indagando, ma non risulta sia in corso una discussione che porti a una decisione politica a breve sul caso, sul modello estone o tedesco, che allontani i dubbi sull’evento – in un senso o in un altro.
Intanto Mosca prova a rispondere rovesciando la narrazione, e accusando la Nato di alimentare il rischio di uno scontro diretto. Oggi la Russia ha inviato all’Alleanza una nota diplomatica per protestare contro le esercitazioni che, secondo la Russia, simulerebbero l’isolamento di Kaliningrad e aumenterebbero il rischio di uno scontro diretto. La Nato ha confermato di avere ricevuto la comunicazione e ha risposto ribadendo la natura difensiva dell’Alleanza e denunciando le minacce russe di ricorrere alla forza, comprese quelle di natura nucleare.