I tempi di una guerra russa contro la Nato secondo l’intelligence danese

Il Ddis valuta che Mosca intensificherà la guerra ibrida, con attacchi più frequenti contro l'Alleanza atlantica e con conseguenze più gravi per i paesi colpiti rispetto al passato. Ciò potrebbe includere attacchi informatici distruttivi in grado di paralizzare funzioni essenziali della società, così come sabotaggi con un alto rischio di vittime
26 SET 26
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Foto LaPresse

La situazione della sicurezza è peggiorata ulteriormente. La Russia ha intensificato il ricorso a sabotaggi e attacchi informatici distruttivi e colpisce obiettivi in Europa con i droni. La guerra ibrida è in escalation. Un esempio emblematico è l’attacco con droni all’aeroporto di Lipsia-Halle, sventato: secondo le autorità tedesche, era stato pianificato dalla Russia nell’arco di diversi mesi. Mosca è diventata più propensa a correre rischi. Droni russi e, in alcuni casi, persino missili hanno colpito paesi della Nato confinanti con l’Ucraina. In Danimarca, il Servizio di sicurezza e intelligence (Ddis) ha avvertito pubblicamente che la Russia sta pianificando e preparando sabotaggi sul suolo danese contro aziende della difesa. Le forze russe si comportano in modo sempre più aggressivo nei confronti delle unità militari della Nato nell’area del Mar Baltico. L’episodio del 14 settembre 2026, quando una fregata russa nelle acque al largo di Gedser ha lanciato razzi di segnalazione contro un elicottero militare danese, è il più recente e il più grave di questo tipo che abbia coinvolto unità militari danesi.

La Russia è sotto pressione

La Russia è sotto una pressione maggiore che in qualsiasi altro momento della guerra contro l’Ucraina. Gli attacchi a lungo raggio condotti con continuità dall’Ucraina provocano danni sempre più estesi in profondità nel territorio russo. Mosca subisce perdite pesanti a fronte di guadagni territoriali marginali in Ucraina. Allo stesso tempo, l’economia russa è sull’orlo di una grave crisi, determinata dalle spese militari, dalle sanzioni internazionali e dagli attacchi ucraini alle infrastrutture energetiche russe. Il sostegno economico e militare dell’occidente all’Ucraina è essenziale perché il paese possa contenere le forze russe e far crescere il costo che la Russia deve sostenere per proseguire la guerra.
Nei prossimi sei mesi non c’è alcuna prospettiva che la Russia ottenga svolte significative nella guerra contro l’Ucraina. Al tempo stesso, è altamente improbabile che il presidente russo Vladimir Putin sia disposto a scendere a compromessi sugli obiettivi fondamentali del conflitto. Nel frattempo, Mosca ritiene che l’Europa svilupperà gradualmente una capacità militare autonoma che, entro il 2030, rappresenterà una minaccia crescente per la Russia. Per Mosca, dunque, i prossimi anni costituiscono una finestra di opportunità, nella quale Putin potrebbe concludere che vale la pena rischiare di cambiare radicalmente l’ordine di sicurezza europeo. Di conseguenza, è probabile che Putin cercherà di modificare la traiettoria attuale.

La Russia intensificherà ulteriormente la guerra ibrida

Fino a poco tempo fa, gli attacchi ibridi russi contro obiettivi occidentali miravano soprattutto a seminare paura e a indebolire il consenso pubblico verso gli aiuti all’Ucraina. Sempre più spesso, invece, Mosca cerca di impedire direttamente che gli aiuti arrivino a Kyiv, ad esempio con sabotaggi contro aziende della difesa o contro il trasporto ferroviario di equipaggiamenti militari destinati all’Ucraina. Il Ddis valuta che la Russia intensificherà la guerra ibrida, con attacchi più frequenti contro l’occidente e la Nato e con conseguenze più gravi per i paesi colpiti rispetto al passato. Ciò potrebbe includere attacchi informatici distruttivi in grado di paralizzare funzioni essenziali della società, così come sabotaggi con un alto rischio di vittime.

Il rischio di un attacco militare limitato contro uno o più paesi Nato

Allo stesso tempo, esiste un rischio basso ma crescente che la Russia lanci un attacco militare limitato contro uno o più paesi Nato confinanti con il suo territorio. Potrebbe accadere anche se la Russia continua la guerra in Ucraina e non ha costruito le capacità militari necessarie per una guerra regionale. Un attacco militare limitato sarebbe una mossa disperata da parte di Mosca e, come l’intensificazione degli attacchi ibridi, potrebbe verificarsi già nei prossimi mesi. L’obiettivo sarebbe dirottare risorse europee lontano dal sostegno all’Ucraina e seminare divisione all’interno della Nato, nel caso in cui l’Alleanza non riuscisse a concordare una risposta collettiva.
Un attacco di questo tipo potrebbe consistere in colpi isolati, con armi a lungo raggio, contro infrastrutture vitali per il sostegno all’Ucraina. In tal caso, la Russia potrebbe sostenere che le armi hanno colpito il territorio Nato solo perché erano state disturbate dall’Ucraina con sistemi di jamming. Potrebbe anche trattarsi di un’operazione sotto falsa bandiera, in cui la Russia usa droni di fabbricazione ucraina per attaccare un paese Nato. La Russia potrebbe inoltre schierare un numero limitato di forze militari, magari senza insegne nazionali, nei paesi Nato confinanti. Prima di un simile dispiegamento, tuttavia, molto probabilmente ammasserebbe forze regolari vicino al confine per essere in grado di contrastare un’eventuale risposta della Nato. Un accumulo di forze richiederebbe diversi mesi di preparazione e sarebbe difficile da nascondere.

Un’invasione è altamente improbabile

Il Ddis continua a non vedere indizi che la Russia intenda lanciare un’invasione vera e propria di uno o più paesi Nato. Anche qualora decidesse di invadere un paese dell’Alleanza, alla Russia occorrerebbero con ogni probabilità almeno sei mesi per prepararsi e per schierare le forze necessarie. Sebbene un’invasione russa sia altamente improbabile, non può essere esclusa. E’ probabile che la Russia condurrà attacchi militari solo se riterrà che non innescheranno una guerra a causa di una risposta militare collettiva della Nato. Tuttavia, Mosca è verosimilmente incerta su cosa possa far scattare una guerra di questo tipo. Esiste quindi il rischio che valuti che i paesi Nato non reagiranno collettivamente, in particolare se ritiene che gli Stati Uniti non possano o non vogliano sostenere i paesi europei della Nato in un’eventuale guerra contro la Russia.

La valutazione del Ddis del 9 febbraio 2025

Il 9 febbraio 2025 il Ddis ha pubblicato una valutazione della minaccia rappresentata dalla Russia per il Regno di Danimarca, che sviluppava alcune delle analisi sulla minaccia russa contenute nell’Intelligence Outlook 2024. In quella valutazione del febbraio 2025, il Ddis stimava quando la Russia potrebbe essere pronta a diversi tipi di guerra. I tempi indicati dipendevano dal fatto che la guerra in Ucraina finisca o si trasformi in un conflitto congelato, che le capacità militari convenzionali russe continuino a crescere mentre l’occidente non rafforza le proprie con la stessa rapidità, e che la Russia ritenga che gli Stati Uniti non possano o non vogliano sostenere i paesi europei della Nato in un’eventuale guerra contro Mosca.
Entro circa sei mesi, la Russia sarà in grado di condurre una guerra locale in un paese confinante. Entro circa due anni, la Russia rappresenterà una minaccia credibile per uno o più paesi Nato e sarà quindi pronta a una guerra regionale contro diversi paesi dell’area del Mar Baltico. Entro circa cinque anni, la Russia sarà pronta a una guerra su vasta scala sul continente europeo. Le scadenze indicate restano valide per i tre tipi di guerra citati. La presente valutazione aggiornata riguarda tuttavia la volontà e la capacità della Russia di alzare il livello dello scontro con l’occidente nei prossimi mesi, attraverso attacchi ibridi più frequenti e più gravi oppure attraverso attacchi militari limitati contro uno o più paesi Nato confinanti con la Russia. Mosca potrebbe farlo anche se la guerra in Ucraina prosegue e la Russia non è pronta a una guerra regionale o su vasta scala contro la Nato.