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Il drone di Lipsia e la strategia tedesca contro la guerra ibrida dal cielo
Si rafforza la pista russa per il drone rinvenuto all’aeroporto tedesco nella notte tra il 4 e il 5 agosto. È possibile che dietro all’evento ci sia una rete che agisce da tempo in Europa

Foto Lapresse
Si rafforza la pista russa per il drone caricato con una lattina piena di Semtex e rinvenuto all’aeroporto di Lipsia/Halle nella notte tra il 4 e il 5 agosto. Il drone avrebbe prima colpito, senza esplodere, l’ala di un aereo Antonov ucraino fermo nello scalo, per poi essere ritrovato a terra, ore dopo. Adesso – come riportano Ndr, Wdr e Sz – sul drone e sulla lattina gli inquirenti avrebbero individuato più tracce di Dna. Nessuna è ancora attribuita a una persona specifica, ma una pista porterebbe in Lituania, mentre un’altra darebbe un riscontro con un ulteriore caso. E’ possibile che dietro all’evento ci sia una rete che agisce da tempo in Europa.
Significativo che proprio a Lipsia, il 20 luglio 2024, ci sia già stato un attacco a un centro logistico Dhl. L’atto faceva parte di una serie di ordigni incendiari nascosti in pacchi spediti da Vilnius, che presero fuoco non solo in Germania ma anche in Polonia e nel Regno Unito. Nel marzo 2026, Eurojust ha indicato che le indagini per questi casi erano rivolte a sospetti agenti al soldo del Gru russo (probabilmente con profili usa-e-getta). Per questi attacchi sono in corso processi in Lituania e in Polonia. La rete in questione avrebbe anche maneggiato materiale utilizzabile per operazioni con droni, incluse proprio delle lattine da usare potenzialmente per gli esplosivi. Nel frattempo, come riportano Wsj e Cnn, l’intelligence americana avrebbe già valutato che anche il drone del 4-5 agosto all’aeroporto di Lipsia/Halle sia da collegare alla Russia. Per ora, Berlino si limita a parlare di un’operazione ibrida straniera e di un possibile attentato che indica una “nuova qualità della minaccia”. In contemporanea, sono già arrivate le usuali e veementi dichiarazioni di innocenza da parte dell’ambasciata russa in Germania. Per i tedeschi il caso di Lipsia/Halle è serio: le indagini sono state assunte dalla Gba, la procura generale federale che si occupa dei reati contro lo stato. Sui media tedeschi non mancano altre indiscrezioni. Dopo la chiusura dell’aeroporto a causa del ritrovamento del drone con la lattina di Semtex, un aereo Dhl in volo ha urtato un altro oggetto. Un’ipotesi è che, quella notte, ci fosse in cielo anche un secondo drone, forse un apparecchio madre. Altro dettaglio cruciale: sul drone di Lipsia/Halle sarebbero stati trovati un router 5G e due schede Sim. Il velivolo sarebbe stato pilotato via rete mobile, anche da grande distanza o dall’estero, con frequenze difficili da rintracciare perché indistinguibili da quelle di un normale telefono. Gli inquirenti avrebbero inoltre rinvenuto una piccola antenna fissata a un albero vicino all’aeroporto, metodo che può essere utilizzato per amplificare il segnale.
La politica tedesca, intanto, cerca soluzioni per rispondere alle minacce ibride dal cielo. Lo scorso settembre 2025, diversi sciami di droni avevano sorvolato infrastrutture critiche vicino a Kiel, nello Schleswig-Holstein, con ulteriori avvistamenti sopra una base militare a Sanitz e sopra il comando della Marina e il porto di Rostock, nel Meclemburgo-Pomerania Anteriore. Nelle settimane successive la Bundespolizei (polizia federale di frontiera e dei trasporti) è stata rafforzata con una nuova e apposita unità speciale antidrone, la Drohnenabwehreinheit, divenuta operativa dal dicembre 2025. Sempre a dicembre è stato anche attivato un centro di coordinamento congiunto, il Gdaz, che riunisce nel monitoraggio dei droni sconosciuti la stessa Bundespolizei, la polizia criminale federale Bka, le polizie dei Länder e la Bundeswehr. Ora, in reazione al nuovo ed eclatante caso di Lipsia/Halle, il ministro tedesco dell’Interno Alexander Dobrindt vuole raddoppiare la forza della Drohnenabwehreinheit: da 150 a 300 effettivi e da 4 a 8 sedi. In Germania, il quadro giuridico su chi possa davvero abbattere immediatamente droni resta in evoluzione. Le forze armate tedesche, ad esempio, possono finora operare in autonomia solo quando un drone ostile sorvola le loro basi. Circostanza che continua comunque a ripetersi. Nella notte tra il 6 e 7 agosto, ad esempio, ci sono stati sorvoli di droni sospetti sulla base Bundeswehr di Mechernich, a sud-ovest di Bonn. Sul caso indagano anche il controspionaggio militare tedesco Mad e lo stesso centro antidroni Gdaz. La base di Mechernich non è un obiettivo irrilevante: con un deposito sotterraneo a 130 metri di profondità, il sito ospita anche la Patriot-Werft, struttura considerata unica in Europa per la manutenzione dei Patriot.
