Due influencer organizzano la veglia per il Papa a Parigi, in attesa tra Instagram e TikTok

"Il nostro obiettivo non è creare una nostra religione, ma far sì che le persone scoprano la Chiesa cattolica", dicono Thibault Pfeffer e Benoît Gélébart, conosciuti online come “Two Disciples”. L’evangelizzazione digitale per offrire contenuti religiosi a giovani che hanno una conoscenza limitata della propria tradizione
26 SET 26
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Foto Lapresse

Parigi. Giovedì sera, alla vigilia dell’arrivo di Papa Leone XIV in Francia, circa 2.500 persone hanno riempito la chiesa parigina di Saint-Sulpice per una grande veglia di preghiera organizzata da due dei più seguiti influencer cattolici francesi: Thibault Pfeffer e Benoît Gélébart, conosciuti online come “Two Disciples”. Prevista inizialmente presso la chiesa della Madeleine, la veglia è stata spostata a Saint-Sulpice, la più grande di Parigi dopo Notre-Dame, in ragione dell’alto numero di iscrizioni. “La serata è centrata sul Cristo”, ha affermato Benoît Gélébart, seguito da Thibault Pfeffer. “A volte le persone sono più legate a un influencer in particolare che alla Chiesa stessa. Il nostro obiettivo non è creare una nostra religione, ma far sì che le persone scoprano la Chiesa cattolica”. Aperta da mons. Bruno Valentin, presidente del consiglio per la comunicazione della Conferenza episcopale francese, la serata è stata trasmessa online attraverso l’emittente cattolica Kto e i canali degli influencer presenti, per permettere a chi non è riuscito a prenotare un posto in chiesa di assistere alla veglia da remoto.
Tra i creator che, tra preghiere, canti e testimonianze, si sono susseguiti davanti all’altare figuravano: il frate domenicano Paul-Adrien, seguito da 681.000 persone su YouTube, Victor Dubois de Montreynaud alias “Catho de service”, che conta 298.000 iscritti su TikTok, ma anche l’abate tradizionalista Matthieu Raffray, con 201.000 follower su Instagram. “Hanno introdotto un nuovo modo di condividere la propria fede e riescono a riunire i cattolici”, ha dichiarato all’Afp una ragazza di trent’anni presente alla veglia. La sfida degli apostoli del web, di questi missionari digitali, è quella di utilizzare la loro visibilità per portare i followers fuori dalla rete e pregare assieme. E il successo di giovedì conferma che sono sulla buona strada. “E’ la dimostrazione che la Chiesa è viva e ci permette di ritrovare il legame con la nostra fede”, ha affermato all’Afp Charles, 20 anni. Saint-Sulpice è diventata così il primo grande teatro della visita papale, ancor prima dell’arrivo del Pontefice in Francia. Una visita che è stata preceduta da settimane di mobilitazione digitale. I creator cattolici hanno infatti trasformato l’attesa del Papa in una serie di contenuti, discussioni, inviti alla preghiera e iniziative sulle varie piattaforme social. “Catho de Service”, che ha 26 anni, ha portato la visita di Leone XIV per le strade di Parigi, avvicinandosi ai passanti con questo cartello: “La visita del Papa è una buona notizia per la Francia? Ne parliamo?”. Amen Media, il progetto fondato da Paul Delafosse, ha programmato reportage, interviste e contenuti umoristici dedicati alla visita papale: il Papa bloccato sulla linea 13 della metropolitana, la più caotica della capitale, il Papa sul Vélib, le biciclette pubbliche di Parigi, o il Papa che scopre il périph, la tangenziale che separa la Ville Lumière dalle periferie.
La squadra di Amen Media, composta prevalentemente di volontari, ha in programma di tracciare la scritta “Léon XIV” a Parigi sull’app sportiva Strava, che permette di visualizzare il percorso di una corsa, e sui social, questa settimana, ha pubblicizzato il nuovo brano scritto dal giovane rapper cattolico Saul 2 Tarse in occasione della visita papale. “Facciamo salire la temperatura con questo brano inedito ‘Léon XIV’ dell’artista promettente Saul 2 Tarse. Fatelo girare”, si legge nel post su Instagram di Amen Media. Anche Padreblog, progetto che oggi riunisce cinque sacerdoti, ha preparato la visita con brevi video di catechesi, domande e risposte, spiegazioni sulla fede. Il gruppo lavora con una vera organizzazione editoriale, analizzando visualizzazioni, commenti e durata dei reel attraverso l’AI. L’obiettivo dichiarato è raggiungere anzitutto i “recommençants”, coloro che stanno tornando alla fede o muovendo i primi passi verso di essa. Ci sono poi le star del cattolicesimo 2.0, come Sœur Albertine, con oltre 330.000 follower su Instagram e circa 200.000 su TikTok, che racconta la vita religiosa, la preghiera, la sessualità e il rapporto con altre religioni. Secondo David Douyère, docente di scienze dell’informazione e della comunicazione, l’evangelizzazione digitale funziona sia verso l’esterno sia verso l’interno della Chiesa: serve a raggiungere chi non ha mai frequentato una chiesa, ma anche a offrire contenuti religiosi a giovani cattolici che hanno una conoscenza limitata della propria tradizione.