Il Papa a Macron: "La vera laicità non esclude la dimensione religiosa"

E' iniziato il viaggio di Leone XIV in Francia. Prima tappa, l'Eliseo, dove ha tenuto il discorso davanti alle autorità. Pace, guerra, scienza e tecnologia. Quindi l'affondo, con la preoccupazione per "l'offerta di una morte programmata"

25 SET 26
Ultimo aggiornamento: 11:02
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Roma. “A volte constato con preoccupazione le attuali derive delle società che rischiano di distorcere la scienza e la tecnologia trasformandole in imprese lucrative che favoriscono le manipolazioni genetiche, la maternità surrogata, l’acquisto di organi o l’offerta di una morte programmata. Non dimentichiamo che il rispetto reciproco e la tutela della vita di ogni persona umana sono una responsabilità di ciascuno e di tutti, che inizia con una conversione dell’intelletto e del cuore e richiede un impegno reale e disinteressato verso i nostri fratelli e le nostre sorelle. Come non vedere in un simile impegno anche l’espressione della giusta laicità della città terrena? Il cristiano coinvolto nella vita pubblica, che agisce alla luce della propria coscienza illuminata dalla fede, non può essere considerato un proselitista o una minaccia all’unità della patria. Infatti, la vera laicità non esclude la dimensione religiosa, ma sa al contrario trarne vantaggio come risorsa educativa”. Parte così il viaggio di Papa Leone XIV in Francia. Altro che toni soft davanti al presidente Macron e al Corpo diplomatico, con le autorità civili schierate lì davanti. Il Pontefice va subito al sodo e parla del dogma francese per eccellenza, la laicità: “Una giusta laicità non consiste quindi nell’escludere la religione dalla sfera pubblica o dall’istruzione, ma nell’impegnarsi affinché lo Stato e le istituzioni religiose dialoghino tra loro e uniscano le loro forze al servizio del bene comune, affinché il mondo abbia la vita”. Effettivamente, aggiunge poco dopo, “l’instancabile opera della Chiesa cattolica, attraverso la ricchezza delle sue espressioni e istituzioni, è certamente preziosa e lodevole per il benessere dell’intera società”.
Il Papa ha ricordato le “ricche radici cristiane” della Francia, sottolineando che “l’anima della vostra patria si è sviluppata attingendo dal cristianesimo un genio spirituale, culturale, intellettuale, artistico e missionario che oggi splende in tutto il mondo”. Ha menzionato l’umanesimo “che cercava di unificare l’eredità greco-romana e la fede cristiana”, l’Illuminismo e le sue conquiste, “in particolare la libertà religiosa”. E Poi la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo che “ha avuto lo scopo di creare una coscienza generale della dignità inalienabile della persona umana”. Ha citato Georges Bernanos che “intuiva il rischio di vedere l’obbedienza cieca e l’irresponsabilità diventare padrone di un ‘Paradiso delle macchine”, quindi l’intelligenza artificiale.
Ma Leone ha parlato anche di pace e di guerra: “Vi esorto a non rassegnarvi mai alla prospettiva di una guerra considerandola ‘inevitabile’, ma a promuovere senza sosta il dialogo e la diplomazia, al fine di preservare società pacifiche, rispettose della dignità e dei diritti della persona e dei popoli. Di fronte ai rumori di guerra e alle crisi multiformi che scuotono il nostro mondo, la Francia ha la vocazione di rimanere un instancabile artefice della pace e del multilateralismo, in particolare all’interno della nostra cara Europa. Possa la Francia, fedele ai propri valori, tracciare il solco di una pace disarmata e disarmante, e offrire con responsabilità il proprio insostituibile contributo a favore della pace. Che la vostra libertà cresca incessantemente nell’impegno per il bene comune; la vostra fraternità abbracci l’intera umanità; e l’uguaglianza a cui aspirate si fondi sempre sui fondamenti della giustizia e della carità, senza eliminare le differenze tra le persone, ma facendole fruttificare armoniosamente a beneficio di tutta la società”.
Nel pomeriggio, il Papa si recherà alla sede dell’Unesco, quindi alle 17.15 celebrerà i Vespri nella cattedrale di Notre-Dame. In serata, allo stadio di Saint-Denis, la veglia con i giovani.