Esteri
Dal Washington Post •
Chi ha partecipato alla cena alla Casa Bianca per il leader cinese Xi Jinping?
Dirigenti dell’intelligenza artificiale, big della tecnologia, manager legati alla produzione cinese e fedelissimi di Trump. Una cena che racconta le molte dipendenze dell’economia americana da Pechino
25 SET 26
Ultimo aggiornamento: 06:18

Funzionari governativi, dirigenti del settore dell’intelligenza artificiale e alcuni dei più importanti amministratori delegati americani si sono riuniti giovedì sera nella East Room della Casa Bianca per una cena di stato in onore del leader cinese Xi Jinping, al termine di una giornata di cerimonie elaborate con l’obiettivo di stabilizzare il fragile rapporto tra gli Stati Uniti e il loro principale rivale geopolitico.
La lista degli invitati fotografa i complessi legami tra le due maggiori economie del mondo, ancora profondamente interconnesse nonostante la competizione per il predominio nelle tecnologie emergenti, come l’intelligenza artificiale.
Xi e il presidente Donald Trump hanno cenato con branzino in crosta di semi di sesamo tostati, insieme ai leader delle aziende che sviluppano alcuni dei modelli di intelligenza artificiale più avanzati al mondo, mentre i funzionari americani temono che i sistemi cinesi stiano rapidamente raggiungendo quelli americani. Con loro c’erano anche dirigenti le cui aziende dipendono dalle fabbriche e dai materiali cinesi, molti dei quali hanno spostato altrove la produzione a causa delle persistenti tensioni commerciali, e i vertici dei social network e di altre società bandite in Cina.
Ecco alcuni degli ospiti più importanti e ciò che hanno in gioco.
Nel mezzo della corsa all’intelligenza artificiale
I principali dirigenti del settore dell’intelligenza artificiale hanno partecipato alla cena in un momento in cui sono divisi su come gestire i rischi legati alla tecnologia e sulla possibilità di collaborare con la Cina per evitare una catastrofe provocata dall’IA.
Da una parte c’è l’amministratore delegato di OpenAI Sam Altman, che nelle ultime settimane ha detto che le aziende devono rallentare lo sviluppo dell’IA e che i governi devono collaborare per creare nuove forme di controllo sulla tecnologia. Entrambe le posizioni lo mettono in contrasto con la Casa Bianca. A differenza della rivale Anthropic, tuttavia, OpenAI ha evitato lo scontro diretto con l’amministrazione Trump.
Alla cena c’era anche il presidente di OpenAI Greg Brockman, che insieme alla moglie ha donato 25 milioni di dollari a un super PAC vicino a Trump. OpenAI non consente l’accesso ai suoi modelli di IA dalla Cina e ha spesso presentato Pechino come una minaccia competitiva mentre fa pressione a Washington per ottenere norme favorevoli. (Il Washington Post ha una partnership editoriale con OpenAI.)
Ci sarà anche Elon Musk, l’uomo più ricco del mondo, alleato di Trump e fondatore di SpaceXAI. Anche Musk si è unito agli appelli di altri amministratori delegati a rallentare lo sviluppo dell’IA per migliorarne la sicurezza.
Dall’altra parte del dibattito ci sono l’ex zar della Casa Bianca per l’IA e le criptovalute David Sacks e l’amministratore delegato di Nvidia Jensen Huang, che hanno minimizzato i timori sulla possibilità che l’IA provochi una catastrofe e sostengono che garantire la sicurezza sia una responsabilità delle stesse aziende che sviluppano l’IA.
Nvidia ha spinto per mantenere l’accesso al mercato cinese e l’anno scorso ha ottenuto dall’amministrazione il permesso di vendere in Cina alcuni dei suoi chip avanzati per l’IA. La decisione ha provocato le critiche di alcuni esperti di sicurezza nazionale e dei democratici, secondo i quali l’amministrazione sta fornendo alla Cina i materiali necessari per recuperare terreno nella corsa all’IA.
Sacks è l’artefice delle politiche dell’amministrazione Trump volte ad accelerare lo sviluppo dell’IA. Ha lasciato all’inizio dell’anno il suo incarico alla Casa Bianca, ma rimane un influente consigliere sulle politiche tecnologiche.
Legati alla catena di approvvigionamento cinese
L’amministrazione Trump ha cercato con forza di riportare la produzione negli Stati Uniti attraverso i dazi, ma molte delle aziende rappresentate alla cena dipendono dalla Cina per le fabbriche, i componenti e i prodotti a basso costo.
Per il presidente esecutivo di Apple Tim Cook, la Cina rappresenta la spina dorsale produttiva dell’azienda e uno dei suoi mercati più importanti. Sebbene Apple stia riducendo la dipendenza dalla produzione cinese e abbia spostato parte della propria catena di approvvigionamento in India a causa dei dazi, la Cina rimane il principale polo di assemblaggio della maggior parte degli iPhone venduti nel mondo.
La Cina è anche un mercato importante per Apple, che vi vende ogni anno milioni di iPhone. Tuttavia, il rispetto da parte dell’azienda della censura cinese e il suo rapporto con Pechino sono stati a volte un problema politico a Washington.
Oltre alla sua iniziativa SpaceXAI, Musk è amministratore delegato e principale azionista di Tesla, un’altra azienda americana che dipende fortemente dalla Cina sia per la produzione sia per le vendite. In un’intervista alla televisione di stato cinese CCTV prima della cena, Musk ha definito la fabbrica di Shanghai una “gemma”. La Cina è il più grande mercato mondiale e un mercato fondamentale per l’azienda, ma Tesla deve affrontare la forte concorrenza delle società cinesi produttrici di auto elettriche.
Il marketplace fondato da Jeff Bezos, fondatore di Amazon, dipende fortemente dai venditori cinesi, che rappresentano più del 50 per cento dei venditori globali della piattaforma, secondo i dati di Marketplace Pulse. (Bezos è proprietario del Post.) Molti dei prodotti venduti dall’azienda, compresi quelli a marchio Amazon, sono fabbricati in Cina e sono stati colpiti dai dazi dell’amministrazione.
Tagliati fuori dal Great Firewall
Attraverso il suo Great Firewall, la Cina ha vietato o fortemente limitato molti dei social network e delle app americane più popolari, compresi quelli gestiti da due degli invitati alla cena: l’amministratore delegato di Google Sundar Pichai e quello di Meta Mark Zuckerberg.
Google ha lanciato il proprio motore di ricerca in Cina nel 2006, dando inizio a un lungo confronto con Pechino sulla censura. Nel 2010, dopo una serie di attacchi informatici e di dispute sulle richieste del governo di censurare i risultati delle ricerche, l’azienda ha ritirato il proprio motore di ricerca dalla Cina continentale. Oggi Google ha una presenza limitata nel paese, soprattutto attraverso la vendita di pubblicità agli esportatori cinesi. L’azienda ha detto di voler trasferire fuori dalla Cina entro il prossimo anno la produzione dei suoi telefoni Pixel, degli smartwatch e degli auricolari. Alla cena ha partecipato anche il cofondatore di Google Sergey Brin.
La Cina blocca anche Facebook, Instagram e WhatsApp di Meta. Per anni Zuckerberg ha cercato di conquistare gli utenti cinesi. Aveva proposto ampie misure di censura, aveva fatto jogging in piazza Tiananmen e aveva tenuto un discorso di 20 minuti in mandarino all’Università Tsinghua di Pechino. La situazione è cambiata nel 2019, quando TikTok, allora di proprietà cinese, ha iniziato a guadagnare popolarità. Zuckerberg ha cominciato ad accusare pubblicamente la Cina di esportare nel resto del mondo un modello pericoloso di censura di internet e ha spesso evocato la minaccia cinese durante le sue attività di lobbying con i leader americani.
Durante il suo secondo mandato, Trump ha orchestrato un accordo per sospendere il divieto di TikTok e permettere al proprietario cinese di cedere le attività americane a un gruppo di investitori statunitensi. Jeff Yass, donatore di Trump la cui società di investimento ha un posto nel consiglio di amministrazione della nuova società che gestisce TikTok negli Stati Uniti, era tra gli invitati alla cena di giovedì sera.
Vicini al presidente
Alla cena hanno partecipato alcuni membri chiave della famiglia e dell’amministrazione Trump, oltre ad alcuni suoi alleati nel mondo dei media.
Le figlie di Trump, Ivanka e Tiffany, e il figlio Eric erano nella East Room. C’era anche la nipote Arabella Kushner, che nel 2017, durante una visita di Xi, aveva cantato per lui in mandarino.
I principali artefici delle politiche del presidente nei confronti della Cina e della tecnologia hanno cenato insieme alla delegazione cinese e ad altri membri del governo. Tra loro il vicepresidente JD Vance, il segretario di Stato Marco Rubio, il segretario alla Difesa Pete Hegseth e il segretario al Tesoro Scott Bessent.
Anche alcune figure dei media vicine al presidente hanno ricevuto l’invito, mentre l’amministrazione era ai ferri corti con le televisioni che si erano rifiutate di trasmettere l’arrivo di Xi dopo che Trump aveva escluso la Cnn e altre testate dalla Casa Bianca. I conduttori di Fox News Bret Baier, Laura Ingraham e Jesse Watters erano presenti, anche se la loro rete, insieme ad altre emittenti, aveva deciso di non trasmettere la sontuosa cerimonia di benvenuto. C’era anche David Ellison, amministratore delegato di Paramount Skydance, società proprietaria di Cbs.
Nella lista degli invitati figuravano anche il presidente della Corte Suprema John Roberts e i giudici Amy Coney Barrett e Brett Kavanaugh. Trump aveva nominato Barrett e Kavanaugh, ma in seguito aveva criticato entrambi per aver votato contro di lui in casi di grande rilievo.
Cat Zakrzewski e Ian Duncan
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