Il fattore Corea del nord nel vertice fra Trump e Xi Jinping

Zelensky all’Onu lancia l’allarme sui soldati nordcoreani mandati da Kim a combattere per Putin e sulla tecnologia militare che Pyongyang sta acquisendo dalla Russia. Il presidente americano cerca un nuovo dialogo con Kim, mentre Pechino vuole offrirsi come mediatrice

24 SET 26
Ultimo aggiornamento: 06:00
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Foto Epa Images via Ansa

Ieri sulle pagine social di alcuni ben noti tabloid cinesi circolavano le immagini del presidente ucraino Volodymyr Zelensky all’Assemblea generale dell’Onu. I video insistevano sulla narrazione della precaria stabilità psicofisica di Zelensky, con un montaggio di tutte le volte in cui si è toccato il naso, reiterando la vecchia fake news russa sul presidente ucraino cocainomane. Questo è il clima nel quale il presidente americano Donald Trump ha accolto ieri con tutti gli onori il leader cinese Xi Jinping a Washington, poche ore dopo l’incontro fra Rubio e Lavrov e dopo l’ennesimo attacco di droni russi su Kyiv. Il vertice fra Trump e Xi riguarda anche la guerra in Ucraina, perché Pechino continua a evitare di parlare della sua influenza sulla Russia, e soprattutto sulla Corea del nord, il cui ruolo è stato menzionato da Zelensky anche ieri, nel suo discorso all’Assemblea Onu.
Da giorni si parla di un rinnovato interesse di Trump per riattivare i canali di comunicazione con Kim Jong Un. L’ultima volta che si sono incontrati era il 30 giugno del 2019 sul 38° parallelo – il famoso summit in cui i due non parlarono di niente, ma Trump fece un passo oltre la linea di confine, facendosi fotografare come il primo presidente americano in carica a essere formalmente entrato in Corea del nord. Poi, falliti i colloqui sul nucleare, si è tornati a una fase di gelo fra Washington e Pyongyang. Secondo diversi media americani, di recente Trump è tornato a chiedere insistentemente un incontro con Kim con l’obiettivo di avere un risultato di politica estera da mettere in cima al bilancio della presidenza, e avrebbe parlato privatamente di una stretta di mano con il leader nordcoreano già durante il prossimo viaggio in Asia, eventualmente a novembre per l’Apec di Shenzhen. Per questo avrebbe sospeso (di nuovo) le esercitazioni militari congiunte con la Corea del sud, per questo avrebbe deciso di archiviare le richieste sulla denuclearizzazione. A Pechino hanno intercettato la necessità del presidente, e oggi, durante i colloqui privati fra Trump e Xi, il leader cinese dovrebbe offrire al suo interlocutore la mediazione con la Corea del nord.
Il problema di riattivare un dialogo con il regime nordcoreano adesso, mentre la guerra in Iran è finita nel pantano, è che nel frattempo il mondo è cambiato, soprattutto la leadership nordcoreana è cambiata grazie al rapporto con la Russia e al sostegno della Cina. Domenica scorsa il regime di Kim Jong Un ha lanciato una nuova variante del missile ipersonico Hwasong-11 Ma-1, supervisionato dal leader in persona e da sua figlia Ju Ae. Secondo i media di regime, il test rappresenterebbe un passo verso la messa in servizio operativa della tecnologia ipersonica. Gli osservatori internazionali non possono verificare se si tratti davvero di una nuova arma o di propaganda, ma i segnali di uno sviluppo sempre più allarmante dell’arsenale nordcoreano ci sono, e non da ora. E il fattore determinante è la guerra in Ucraina: i soldati nordcoreani sono ormai al servizio di Putin, così come le loro armi. Pyongyang non sembra infatti limitarsi a usare l’Ucraina come terreno di prova per missili già sviluppati. L’esperienza accumulata sul campo sta contribuendo alla trasformazione dell’intero apparato militare nordcoreano, con l’aiuto della Russia e l’accelerazione della produzione industriale. Nei giorni scorsi Kim ha visitato diverse fabbriche di armamenti, chiedendo di aumentare la capacità produttiva e di introdurre più automazione e intelligenza artificiale. Un’analisi di NK Pro ha individuato una fabbrica che Kim aveva presentato in passato come produttrice di camion da trasporto e che ora sembra essere impegnata nella costruzione di nuovi veicoli lanciamissili modulari. Gli hacker nordcoreani spiano gli ucraini e chi si occupa della guerra nel mondo occidentale. Nel frattempo sta aumentando anche lo scambio economico con la Cina di Xi Jinping. I teatri di guerra sono strettamente legati: per fermare la guerra in Ucraina è necessario fermare l’aiuto che arriva dalla Corea del nord. Xi Jinping, che oggi siede al tavolo con Trump, non ha mostrato alcuna intenzione di farlo, e ha capito che quel che cerca il presidente americano è soprattutto una fotografia.