“Ebrei in pericolo” ha detto il cancelliere Merz. Hamas voleva “festeggiare” il 7/10 con un massacro a Berlino

Dopo la vittoria della Linke a Berlino, il cancelliere tedesco ha affermato che "la vita ebraica in Germania non è più sicura". Se non bastasse l’ascesa di AfD, ora c’è anche l’estrema sinistra ad avanzare su strade tedesche che nessun ebreo può più percorrere in sicurezza se è riconoscibile come tale
24 SET 26
Immagine di “Ebrei in pericolo” ha detto il cancelliere Merz. Hamas voleva “festeggiare” il 7/10 con un massacro a Berlino

Foto Ansa

Intervenendo ieri a una conferenza stampa a Berlino all’indomani delle pesanti sconfitte subìte dal suo partito, la Cdu, in due elezioni regionali, il cancelliere Friedrich Merz ha detto che “la vita ebraica in Germania non è più sicura”. Anche l’ambasciatore di Israele in Germania, Ron Prosor, ha avvertito che la comunità ebraica di Berlino è in una “minaccia esistenziale immediata” in seguito alla vittoria della Linke di Elif Eralp a Berlino. Se non bastasse l’ascesa di AfD, c’è anche l’estrema sinistra ad avanzare su strade tedesche che nessun ebreo può più percorrere in sicurezza se è riconoscibile come tale. Alla festa della Linke c’era anche Ibrahim Ibrahim, che ha definito il leader di Hamas Yahya Sinwar “eroe martire”. “La liberazione della Palestina termina quando Tel Aviv tornerà nelle mani della Palestina” hanno urlato nelle piazze elettorali per Eralp, che dice di voler combattere l’antisemitismo, ma gli ebrei non si fidano.
Sulla Bild, il leader degli ebrei tedeschi Josef Schuster avverte che ci sono ormai “zone interdette agli ebrei”. Il settantacinque per cento degli ebrei si astiene dall’indossare in pubblico i simboli della fede e il quarantasei evita “determinate aree”. Sulla Welt  Jacques Schuster, capo degli editoriali del grande quotidiano tedesco, se la prende con chi ha consentito tutto questo: “Si scaldano solo quando gli estremisti di destra marciano davanti ai luoghi di culto ebraici? Gran parte degli immigrati dal medio oriente, venuti qui per lavorare ed essere liberi, usano questa libertà per rivoltarsi contro la società aperta. Inoltre, c’è un ambiente di sinistra che guarda agli arabi immigrati con cautela postcoloniale e perdona molte cose che i tedeschi non lascerebbero mai passare”. Il numero di episodi di antisemitismo documentati in Germania nel 2025 ha raggiunto la cifra record di 8.725; lo ha reso noto l’Associazione federale dei centri di ricerca e informazione sull’antisemitismo (Rias), con sede a Berlino. Nel 2022, il numero di episodi registrati era stato di 2.480.
Due anni fa Barbara Slowik, il capo della polizia di Berlino, aveva ammesso: “Ci sono quartieri in cui vive la maggioranza della popolazione di origine araba che nutre anche simpatie per i gruppi terroristici”. Slowik aveva consigliato agli ebrei e agli omosessuali di prestare attenzione in “alcune zone” della capitale tedesca in un’intervista al quotidiano Berliner Zeitung che fece scalpore. Anche il rabbino di Berlino Daniel Alter, che è stato  picchiato per strada sotto gli occhi della figlia, ha denunciato l’esistenza di “aree proibite agli ebrei in Germania”. Ma non è stato ascoltato.
“Hamas ha pianificato attacchi terroristici coordinati a Berlino e Vienna per commemorare l’anniversario del massacro del 7 ottobre in Israele”, secondo un atto d’accusa di 214 pagine depositato dal procuratore federale tedesco. Gli attacchi dovevano avvenire colpendo siti israeliani ed ebraici nelle due capitali europee. Il clima politico tedesco è sempre più tossico, per strada c’è grande paura a mostrarsi ebrei con numerose aggressioni antiebraiche, le istituzioni sembrano prendere atto della situazione e il terrorismo islamista lavora nell’ombra. Michael Koblenz, presidente del club calcistico ebraico berlinese Makkabi, ha raccontato la scorsa settimana a una tavola rotonda in vista delle elezioni che dal 7 ottobre i genitori chiedono sempre più protezione della polizia. “Per gli ebrei, Berlino non è un luogo sicuro” ha detto Koblenz. “La quotidianità: una sinagoga protetta al massimo, bambini in un asilo nido protetto al massimo, una scuola ebraica che sembra Fort Knox. Quando giochiamo a Neukölln, la prima domanda dei genitori è: abbiamo la polizia? I miei figli erano appena in Israele, hanno potuto finalmente tirare un sospiro di sollievo. Lì possono essere bambini”. Koblenz ha concluso così: “Presto non avrete più molti ebrei qui”. Siamo nel 2026, ma sembra il 1936.