L’isola davanti al Canada che Macron protegge dalle mani di Trump

Saint-Pierre e Miquelon è l’ultimo avamposto francese in Nord America, un lembo di terra abitato da poco meno seimila anime che riveste un’importanza strategica per Parigi. Le mire espansionistiche trumpiane e la risposta del presidente francese

22 SET 26
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Foto Lapresse

Parigi. Sabato il presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron è atterrato a Saint-Pierre e Miquelon per una visita di tre giorni volta a sottolineare l’appartenenza alla Francia dell’arcipelago e a rafforzare i legami con il Canada in un contesto di crisi dell’approvvigionamento energetico a causa del conflitto in medio oriente e di guerra commerciale tra Ottawa e Washington. Saint-Pierre e Miquelon è l’ultimo avamposto francese in Nord America, un lembo di terra abitato da poco meno seimila anime ma che in un mondo di sfere di influenza riveste un’importanza strategica per Parigi grazie alla sua posizione alle porte degli Stati Uniti e dell’Artico. “Crediamo entrambi che i nostri paesi siano due grandi nazioni indipendenti e che vogliano rimanere tali”, ha dichiarato domenica Macron ricevendo a Saint-Pierre e Miquelon il primo ministro canadese Mark Carney.
Il presidente americano, Donald Trump, minaccia regolarmente il Canada di annessione, e a inizio settembre ha pubblicato sui social una mappa in cui la bandiera statunitense copriva Stati Uniti, Canada, Groenlandia, Islanda, Messico, America centrale e Caraibi con la dicitura “Stati Uniti d’America”. La mappa trumpiana includeva anche Saint-Pierre e Miquelon e i territori francesi dei Caraibi: una provocazione che è andata di traverso all’inquilino dell’Eliseo. Sabato, poco dopo essere atterrato a Saint-Pierre e Miquelon, Macron ha dichiarato che l’arcipelago è francese, c’est une évidence, e non si può riaffermarlo ogni mattina solo perché qualcuno “ha idee strane o dice cose strane”. Ieri poi, accanto a Carney, ha ribadito che “in tutta la regione abbiamo una sfida ed è quella di farci rispettare”, in riferimento alle tensioni provocate dalle mire espansionistiche di Trump. In un momento in cui si assiste a una “rottura” dell’ordine mondiale del dopoguerra, in cui “le nostre società sono scosse da nuove tempeste”, dagli “sconvolgimenti causati dai cambiamenti climatici, dall’erosione delle norme democratiche e dalle nuove minacce alla nostra sovranità”, il Canada sceglie l’Europa e la Francia, gli ha fatto eco il primo ministro canadese – a sei giorni dal discorso della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, che ha aperto alla possibilità che Ottawa diventi il primo membro associato dell’Ue. Il territorio d’oltremare francese occupa soprattutto un posto chiave nella nuova cooperazione tra Francia e Canada nel settore dell’energia, della pesca e dello spazio.
Dobbiamo lavorare insieme per garantire la sicurezza dei nostri approvvigionamenti energetici e tenere sotto controllo i prezzi del carburante. I progetti canadesi relativi al gas naturale liquefatto sono importanti per la nostra Europa e possono contribuire ad aprire nuove prospettive. Abbiamo avviato un dialogo bilaterale su progetti molto concreti”, ha assicurato Macron, precisando che si terranno ulteriori discussioni, in particolare in occasione del G7 dedicato all’energia, “che sarà organizzato molto presto”. Macron punta dunque sul Canada, grande paese esportatore di gas naturale liquefatto, per affrontare la crisi energetica in Francia e in Europa, ma anche per il rilancio del settore ittico di Saint-Pierre e Miquelon attraverso una “cooperazione più intelligente” con Ottawa. “Oggi non viene sfruttata tutta la biomassa disponibile nella zona economica esclusiva e, soprattutto, non viene trasformata”, ha detto Macron.
Nella “nuova pagina” auspicata dal presidente francese per Saint-Pierre e Miquelon il settore spaziale sarà centrale. L’arcipelago ospita già una stazione terrestre per il sistema di navigazione satellitare europeo Galileo, e due start-up francesi come Skynopy, specializzata nelle comunicazioni terra-satellite, e Look Up Space, che si occupa della sorveglianza delle attività orbitali, sono pronte a insediarsi per sviluppare i loro progetti. Saint-Pierre e Miquelon spera inoltre di trovarsi sulla rotta di un progetto di cavo digitale sviluppato dalla società Scles che collegherebbe la Bretagna a New York e le consentirebbe di garantire flussi di dati sicuri nel dominio spaziale. Tutti questi investimenti, ha detto Macron, “dimostrano l’importanza strategica dell’isola”.