Esteri
A Strasburgo •
L’offerta del Canada conquista lo stato dell’Unione e apre i lavori per diventare primo membro associato
“Vogliamo che le relazioni dell’Unione con il Ottawa raggiungano il più alto livello possibile”, ha detto von der Leyen. Alcuni stati membri però sono contrari a un approfondimento troppo stretto delle relazioni con un paese terzo e lontano. Ma la plenaria del Parlamento ha risposto con una standing ovation

Foto LaPresse
Strasburgo. La presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, ha usato il suo discorso sullo stato dell’Unione per rispondere positivamente all’offerta del premier canadese, Mark Carney, di un’alleanza senza precedenti tra l’Unione europea e il Canada. “Europa e Canada credono nella democrazia. Credono che il potere non appartenga al più forte, al più ricco o a chi alza di più la voce, ma a tutti noi: che le democrazie siano libere di scegliere con chi collaborare”, ha detto von der Leyen davanti al Parlamento europeo e allo stesso Carney. “Vogliamo che le relazioni dell’Unione con il Canada raggiungano il più alto livello possibile”, ha spiegato: “Vorrei avviare i lavori per accogliere il Canada come primo membro associato dell’Ue”. L’annuncio è arrivato a sorpresa. I collaboratori di von der Leyen avevano spiegato che la presidente era scettica sulla proposta di Carney, perché l’Ue non si considera una “media potenza”.
Alcuni stati membri sono contrari a un approfondimento troppo stretto delle relazioni con un paese terzo e lontano, perché considerano prioritario l’allargamento e il rapporto con i paesi europei più vicini come il Regno Unito. Ma la plenaria del Parlamento ha risposto con una standing ovation e il più lungo applauso dello stato dell’Unione. Carney, che è stato simbolicamente fatto sedere nei posti riservati ai membri dei governi degli stati membri dell’Ue, risponderà domani con un discorso sempre davanti al Parlamento europeo. Lo stato dell’Unione è uno dei momenti più importanti del calendario politico europeo. La presidente della Commissione è chiamata a illustrare la sua visione sulle sfide in corso, proiettare una visione e presentare il programma per il prossimo anno. Per von der Leyen quello di oggi è stato il sesto stato dell’Unione. L’edizione 2026 è stata incentrata su ondate di caldo, intelligenza artificiale e Cina. L’Ucraina e la difesa europea sono sempre presenti, anche se hanno perso di rilevanza su altri tempi. Come in passato, von der Leyen ha fatto molti annunci, fornendo pochi dettagli.
I dettagli di quella che von der Leyen ha definito come “un’Alleanza per il futuro” tra l’Ue e il Canada non sono conosciuti. Dieci stati membri, tra cui l’Italia e la Francia, devono ancora ratificare l’accordo di libero scambio Ceta, che dovrebbe evolvere nel nuovo patto. E’ il sintomo delle difficoltà a venire in negoziati che dovrebbero incentrarsi nuovamente su commercio e investimenti, e allargarsi a diversi altri settori. Sul piano giuridico lo status di “membro associato” all’Ue non esiste. L’articolo 217 del trattato si limita a prevedere la possibilità per l’Ue di concludere con paesi terzi un’associazione che preveda diritti e obblighi reciproci, azione comune e procedure speciali. Il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, aveva proposto lo status di “membro associato” per l’Ucraina come tappa intermedia verso l’adesione, sollevando il sospetto di volerla lasciare nella sala d’aspetto per sempre.
Allargare l’Ue al Canada è considerato impossibile. Ma, con il discorso a Davos all’inizio dell’anno sulla necessità di un’alleanza tra le potenze medie per affrontare le potenze egemoni, e ancor di più dopo la rottura dei negoziati con Donald Trump e l’escalation dei dazi da parte degli Stati Uniti, Carney ha fatto un’offerta che l’Ue non può permettersi di rifiutare nel contesto geopolitico attuale. “Lavoreremo sulla fabbricazione intelligente, instaureremo un’alleanza tecnologica, integreremo le basi industriali della difesa, faremo dell’Artico un progetto faro comune; ci occuperemo dell’energia, dei minerali critici, delle batterie, e anche dell’AI, delle tecnologie quantistiche, dell’informatica e della sicurezza economica”, ha detto von der Leyen, ricordando che Ue e Canada fanno già “fronte comune” sull’Ucraina.
Dice molto sullo stato dell’Unione il fatto che il passaggio che più ha entusiasmato del discorso di von der Leyen sia stato quello sul Canada. La presidente della Commissione ha voluto mettere l’accento sul cambiamento climatico (dopo le ondate di caldo estivo l’Ue deve accelerare l’adattamento climatico oltre che confermare gli obiettivi di riduzione delle emissioni), sull’intelligenza artificiale (niente nuove regole perché sono sufficienti l’AI Act dell’Ue e la cooperazione con gli sviluppatori dei modelli frontiera) e sugli squilibri commerciali con la Cina (la Commissione scommette sul dialogo sperando che porti rapidamente frutti). La competitività e l’industria sono scese nella scala delle priorità di von der Leyen. Anche sull’Ucraina la presidente della Commissione ha mostrato una certa stanchezza (von der Leyen si è limitata a promettere aiuti umanitari per l’inverno e un rafforzamento della difesa aerea). Con la guerra della Russia che è “sempre meno ibrida e sempre meno solo una minaccia”, l’attenzione è incentrata sulla sicurezza europea. Von der Leyen ha proposto la creazione di un Consiglio europeo di sicurezza con la partecipazione di Norvegia, Regno Unito e Ucraina (una vecchia idea di Emmanuel Macron) e l’introduzione di un articolo 4 dell’Ue analogo a quello della Nato (che prevede consultazioni in caso di minaccia alla sicurezza).
Solo tra le righe del discorso, von der Leyen ha accennato ai nemici interni all’Ue, che incombono sulle scadenze elettorali del prossimo anno in Francia, Italia, Polonia e Spagna. “Che si parli degli ultranazionalisti o degli antieuropei, delle ingerenze o della disinformazione da parte della Russia: il nome può cambiare, ma l’obiettivo è lo stesso. Questi attori disprezzano i valori dell’Europa e vogliono fare a pezzi l’unità europea”, ha detto la presidente della Commissione. “Non limitiamoci a lottare contro queste minacce: lottiamo insieme per la nostra idea di Europa”. Come? Nessun dettaglio. Ma in occasione del 70esimo anniversario del trattato di Roma del prossimo anno von der Leyen convocherà un “Congresso dell’Europa” sul modello di quello aperto da Winston Churchill nel 1948 all’Aia. Quello di von der Leyen riunirà “pensatori e scrittori, artisti e scienziati, cittadini e società civile”.