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La perfetta lezione partigiana di Zoro sull’Ucraina ai disertori e all’Italia putiniana
Da Gruber, Bianchi mette in fila le contraddizioni della sinistra su Kyiv e ricorda che gli alleati lanciarono armi ai partigiani perché potessero combattere: "La pace arrivava dopo. Ma in Italia ha vinto Putin"
19 SET 26

Nel consueto teatrino della come di consueto imparziale Lilli Gruber (“Bersani, deve dire che se non si danno una mossa per il paese ci saranno dei problemi seri”) a volte succedono cose. Come l’altra sera, quando lo spettacolo è stato osservare i volti d’un tratto senza più biacca di Virginia Libero – la facile profezia di ospite fissa dei talk s’è già autoavverata – e Pier Luigi Bersani. Bersani che poco prima (o forse dopo) spiegava che il programma è già fatto “in tre righe”: Basta non spendere cinque miliardi per le armi e la sanità è sanata. A togliere per qualche istante ogni espressione ai loro volti – o forse a svelarli per quel che sono – è stato Diego Bianchi, in arte Zoro.
Mentre Gruber timidamente incalzava la giovane dem, “i giovani partigiani che scelsero di partecipare alla Resistenza non disertarono”, e Bersani invece si sperticava in sua difesa, “ma non è vero, molti partigiani disertarono la Repubblica sociale”, è arrivato Zoro. Che a proposito di difesa dell’Ucraina, di partigiani, di antifascismo che ha fatto l’Italia libera anche con le armi e su quella parte della sinistra che ormai non conosce più la sua storia ha dato una splendida, semplice, forte lezione di stile e di intelligenza. Parole da mandare a memoria, da parte di una persona non certo etichettatile come guerrafondaia: “Quando è scoppiato il conflitto la storia dell’Ucraina era una storia di resistenza, per cui una persona di sinistra vedeva in quella storia lì la storia di altri partigiani”. Per chiarire: “Io ho avuto la fortuna di intervistare dei partigiani che mi raccontavano quanto fossero contenti degli aviolanci degli americani e degli inglesi che gli davano le armi. Per fare cosa? Sì, la pace… La pace arrivava dopo, prima usavano quelle armi e andavano a sparare ai nazisti e ai fascisti. La storia pacifica di questo paese parte anche da lì. E quella è una storia, vogliamo dire di sinistra? No, è una storia italiana”. E la stoccata dolorosa: “Oggi siamo in una situazione completamente diversa. Non so chi stia vincendo in Ucraina, ma ho l’impressione che in Italia abbia vinto Putin”.