La lezione inglese per Friedrich Merz e i piani per resistere

Il cancelliere sotto pressione cerca il sostegno del suo partito in vista delle elezioni regionali di domenica, con Berlino che può trasformarsi in un referendum sulla sua leadership. Il fantasma di Keir Starmer
19 SET 26
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L'anno scorso il cancelliere Friedrich Merz fu criticato per non essersi recato in prima persona all'Assemblea generale dell'Onu a New York preferendo restare a casa per preparare la legge di bilancio. Quest'anno, il bis. Mercoledì sarà il capo della diplomazia Johann Wadephul a rappresentare la Germania al Palazzo di Vetro anziché Merz che pure è soprannominato "il cancelliere degli Esteri". A Berlino e non a New York per monitorare, insieme alla direzione della Cdu convocata per domenica sera, l'esito delle regionali in Meclemburgo e nella capitale. Se in Meclemburgo per il partito di Merz non c'è partita, a Berlino la Cdu rischia di perdere la poltrona del sindaco a favore dei socialcomunisti della Linke.
Il cancelliere ricorderà che si tratta di due voti limitati; eppure, c'è sempre il rischio che, come ha fatto il Labour con Keir Sarmer, la Cdu si faccia prendere dal panico e disarcioni l'impopolare Merz per cambiare fantino. Il cancelliere, che non sarà il miglior interprete del sentimento degli elettori ma sa leggere i sondaggi, ha mangiato la foglia. Ecco perché si guarda bene dal volare a New York: occorre salvare la pelle appoggiandosi su due assunti.
Il primo: il partito è con me – e per questo pochi giorni fa ha ottenuto una lettera di sostegno da parte degli otto governatori targati Cdu. Il secondo: le cose non vanno poi così male. Di queste ore sono alcune sue uscite come: "Stiamo recuperando il tempo perduto rispetto a quanto avremmo dovuto fare molto tempo fa". "Viviamo in un paese fantastico, uno dei più belli al mondo, un paese in cui i giovani cercano il loro futuro". "Solo nel 2025 sono nate 3.500 nuove start-up, un record assoluto: Berlino è diventata una capitale dell'AI e delle start up". E, ancora, "nonostante le critiche, la Germania è sulla via dell'uscita dalla crisi". Un po' come Berlusconi e "i ristoranti pieni", una frase che però il Cavaliere pronunciò otto giorni prima di dimettersi.