Esteri
“La nuova normalità” •
Razzi, droni, sabotaggi. La guerra ibrida russa è sempre meno ibrida
Un caccia italiano della Nato abbatte un drone in Lituania. Un elicottero danese quasi colpito dai razzi di una fregata russa: “Un atto irresponsabile”, dice la premier Mette Frederiksen. Von der Leyen ribadisce la volontà di rafforzare “deterrenza e difesa collettiva”. Ma l’Ue non ha strumenti propri di deterrenza

Lithuanian soldiers are securing the area where Italian fighter jets during NATO's Baltic Air Policing Mission shot down a drone early morning near Pratkunai village
Bruxelles. La premier della Danimarca, Mette Frederiksen, ha accusato la Russia di un “atto irresponsabile”, dopo che una fregata russa ha sparato due razzi di avvertimento contro un elicottero militare danese nel Mar Baltico. Sempre oggi, un caccia italiano della Nato ha abbattuto un drone sopra i cieli della Lituania, con ogni probabilità russo. La giornata ha fornito un’altra serie di esempi di quella che Ursula von der Leyen aveva definito la “nuova normalità” dopo l’attribuzione alla Russia di un attacco fallito all’aeroporto di Lipsia: la moltiplicazione di operazioni ibride russe, che sono sempre più vicine alla soglia del conflitto. “Questi non sono episodi isolati”, ha detto la presidente della Commissione. “Fanno parte di una strategia più ampia di aggressione e provocazione russa contro l’Europa”.
La Lituania non ha attribuito pubblicamente alla Russia l’ingresso del drone abbattuto dal caccia italiano della Nato. Tuttavia il ministero della Difesa lituano ha spiegato che il drone era armato, è entrato dalla Bielorussia, è rimasto nello spazio aereo per circa mezz’ora e ha sorvolato le periferie di centri abitati prima di essere intercettato. Era russo? Secondo fonti del ministero della Difesa italiano, se sarà identificato definitivamente come Shahed “non può arrivare da altri”. Guido Crosetto oggi ha incontrato il suo omologo lituano, Robertas Kaunas, nella base aerea di Siauliai, dove sono stazionati gli Eurofighter italiani che operano nell’ambito della missione Nato. “Sono intervenuti i piloti italiani e hanno abbattuto una minaccia proveniente probabilmente dalla Russia. La presenza degli aerei italiani qui è la dimostrazione evidente del valore che per noi ha l’Alleanza atlantica e cosa significa per noi la parola alleati”, ha detto Crosetto.
In Danimarca l’incidente tra la fregata russa e l’elicottero militare è avvenuto in acque internazionali. L’elicottero era stato inviato per fotografare la nave russa, nel momento in cui i paesi della regione sono in stato di allerta per il moltiplicarsi degli attacchi ibridi. Operazioni di riconoscimento analoghe erano state regolarmente effettuate negli ultimi mesi, con le stesse modalità. La Russia ha accusato la Danimarca di aver effettuato “manovre pericolose”. In realtà la fregata russa non ha effettuato tentativi di contatto radio, né usato altre forme di allerta, prima di sparare i suoi razzi che sono passati a pochi metri dall’elicottero danese. Il ministro della Difesa danese, Jeppe Bruus ha spiegato che i russi “sono più disposti a correre rischi”, come dimostrano anche l’attacco fallito con droni contro l’aeroporto di Lipsia di inizio agosto e quello contro un treno ucraino al confine con la Polonia questa settimana.
“Le azioni russe mirano a intimidire e dividere. Non ci riusciranno. Non vacilleremo”, ha detto la premier, Mette Frederiksen. Eppure riescono a seminare caos, paura e dubbi. In Lituania la popolazione locale ha parlato di una notte segnata dalla paura. Nei Paesi Bassi una serie di atti di sabotaggio ha paralizzato una parte importante del sistema ferroviario. I media locali sospettano gli agricoltori di esserne responsabili, ma le autorità non hanno ancora attribuito il sabotaggio. Mosca “mette alla prova la nostra prontezza e la nostra determinazione. La Russia scoprirà che la nostra determinazione cresce solo più forte”, ha detto von der Leyen. La presidente della Commissione, che domani pronuncerà il suo discorso sullo Stato dell’Unione davanti al Parlamento europeo a Strasburgo, ha ribadito la volontà di rafforzare “la nostra deterrenza e difesa collettiva”. In realtà, l’Ue non ha strumenti propri di deterrenza. Rispondere a un attacco ibrido non rientra nei progetti di von der Leyen.
Negli ultimi mesi ci sono stati cambiamenti incrementali nella dottrina della deterrenza della Nato. Gli attacchi vengono attribuiti, come accaduto con quello all’aeroporto di Lipsia. I droni vengono intercettati e abbattuti, come oggi in Lituania. Le fregate russe vengono osservate e fotografate. Per sventare operazioni di sabotaggio sottomarino vengono inviati asset navali a frapporsi a quelli russi, come accaduto in Svezia in primavera. Ma diversi analisti dubitano che sia sufficiente di fronte a una guerra che è sempre meno ibrida. “Gli europei devono prepararsi a un’intensificazione degli attacchi russi: quanto accaduto a Lipsia potrebbe preannunciare un’aggressione di questo tipo su scala molto più vasta, coinvolgendo più paesi e includendo attacchi informativi, attacchi cyber (…) ed eventualmente anche l’occupazione di porzioni di territorio”, ha spiegato Michel Duclos dell’Institut Montaigne in una nota. “Né in ambito Nato né in quello dell’Ue si sta mettendo a punto una controstrategia europea per affrontare il rischio di quella che si potrebbe definire una ‘guerra ibrida ad alta intensità’”, ha scritto Duclos.