Il prezzo dell’impunità di Putin

Gli attacchi del presidente russo all’Europa e agli europei sono sempre più sfacciati perché s’è convinto, grazie a Trump, che la sua licenza di uccidere è più larga. L’accordo sulle raffinerie e chi non rispetta mai la parola data
14 SET 26
Ultimo aggiornamento: 17:42
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Foto LaPresse

I droni russi hanno colpito i convogli di un treno ucraino a due chilometri dal confine con la Polonia, non hanno centrato i leader e funzionari europei che stavano rientrando da Kyiv dopo la Yes conference soltanto perché il loro treno è partito un poco in anticipo. I russi vogliono “spaventare l’occidente”, ha detto la responsabile della diplomazia europea, Kaja Kallas; i russi hanno lanciato “un avvertimento”, hanno detto molti media; i russi sono “disperati”, ha detto il segretario generale della Nato: tutto parzialmente vero, ma tutto impreciso.
E’ impreciso interpretare la guerra “ibrida” di Vladimir Putin contro l’Europa come più innocua, è impreciso definire “sconfinamenti” i velivoli russi nei confini della Nato che colpiscono, ammazzano, prendono informazioni: siamo oltre lo spavento, l’avvertimento, l’ibrido. La sfacciataggine del presidente russo, che prende di mira un treno di alleati dell’Ucraina, è dettata dall’impunità. Da quando c’è Donald Trump alla Casa Bianca, Putin si è convinto non soltanto che, perseverando e intensificando gli attacchi contro l’Ucraina, avrà la meglio sul campo di battaglia, ma anche che un’Europa forte non è nell’interesse di questa America, e che la difesa collettiva dei paesi occidentali non è poi così scontata. Trump ha lasciato sguarniti i cieli ucraini, ha messo a repentaglio la Nato, si è posto come mediatore “neutrale” (la neutralità va a braccetto con l’impunità e con la sfacciataggine) e così ha alimentato l’impunità putiniana.
L’ultimo esempio è di questi giorni: Putin cerca di colpire il treno degli europei e Trump, senza nemmeno fare accenno al tentato attentato, dice a Volodymyr Zelensky che deve smettere di attaccare le raffinerie russe. Poi oggi tutto contento il presidente americano annuncia che ha trovato un accordo, che l’Ucraina non attaccherà più gli obiettivi energetici russi e che la Russia non attaccherà quelli ucraini: è preoccupato, Trump, per il prezzo del petrolio schizzato in alto, mentre non riesce a liberare lo Stretto di Hormuz e non va in aiuto dei sauditi (altri alleati) sotto attacco. Sappiamo già che l’Ucraina rispetta sempre gli accordi, ma Putin no, mai: pensa di non averne bisogno, non finché c’è Trump che coltiva la sua impunità.