Esteri
da dallas •
Trump promette 5mila dollari agli elettori per convincerli a votare i repubblicani
"Fate finta che sia io il candidato", dice alla convention di Dallas promettendo che "se i repubblicani conquisteranno sia la Camera sia il Senato degli Stati Uniti distribuirò un dividendo di 5.000 dollari a ogni cittadino adulto degli Stati Uniti d'America"

Quasi due ore di one man show che riassunte in un claim suonano come: votate me. Le elezioni di metà mandato si avvicinano, i democratici sono in vantaggio nei sondaggi e Donald Trump dalla convention repubblicana di Dallas ripete fino allo sfinimento agli elettori che alle midterm gli elettori devono fare soltanto una cosa, immaginare che sia lui, e non altri repubblicani, a dover essere votato tra qualche mese: "Fate finta che io sia candidato" e insiste "sono candidato. Un'altra volta".
Poi la grande idea elettorale: "Se i repubblicani conquisteranno sia la Camera sia il Senato degli Stati Uniti distribuirò un dividendo di 5.000 dollari a ogni cittadino adulto degli Stati Uniti d'America". Poche parole con un impatto potenziale sui conti pubblici da oltre 1.000 miliardi di dollari, esagerata: inviare assegni da 5.000 dollari a ciascuno dei circa 270 milioni di adulti negli Stati Uniti costerebbe più di 1.300 miliardi di dollari, rendendo un piano del genere quasi proibitivo per un paese con un debito di 40 mila miliardi di dollari. Il ritorno del vecchio detto: se non riesci a convincere l'elettore prova a comprarlo. La disse il presidente uscente Herbert Hoover nel corso della campagna elettorale del 1932. Quelle elezioni le perse.
E sì che la due giorni a Dallas era stata concepita come un'opportunità per raggiungere gli elettori indipendenti che potrebbero decidere le elezioni competitive per la Camera e il Senato. Trump l'ha trasformata in un evento per riaccendere l'entusiasmo tra gli elettori Maga, che tendono a recarsi alle urne alle elezioni presidenziali ma non alle elezioni di metà mandato.
Anche nel 2020 i democratici in Georgia provarono a convincere l'elettorato con un piano di stimolo economico legato all'esito delle elezioni: promisero assegni di 2.000 dollari per far fronte all'emergenza Covid qualora il loro partito avesse ottenuto il controllo del Senato.
Trump senz'altro è un habitué di questo tipo di promesse: aveva promesso assegni da 2.000 dollari basati sulle entrate derivanti dai dazi doganali e ipotizzato pagamenti da 5.000 dollari provenienti dai risparmi ottenuti eliminando migliaia di posti di lavoro federali e da vari pagamenti agli americani tramite sussidi governativi per l'assistenza sanitaria. Promesse che non sono mai state davvero mantenute, nonostante il taglio delle tasse dello scorso anno che doveva garantire rimborsi consistenti quest'anno, un modo per agevolare la corsa repubblicana verso le elezioni di medio termine.
Una promessa costosa, quella di Trump, che però non risolve il reale problema alla base del malcontento della popolazione americana nei confronti della sua presidenza, ossia l'aumento del costo della vita. Secondo i sondaggi sarebbe questa infatti la principale causa che spingerebbe l'elettorato a non rinnovare la fiducia all'attuale presidente. Che ha promesso: "Farò scendere drasticamente i prezzi". Sottolineando che la causa dell'aumento dei prezzi "sono i democratici" e che "noi risolveremo il problema". Ha inoltre detto che i prezzi della benzina "scenderanno non appena vinceremo la guerra con l'Iran".
Basteranno queste promesse? La presenza di diversi posti vuoti a Dallas potrebbe essere un indizio. Trump ha più volte ripetuto nel suo discorso che l’arena era pienissima e c’era la fila fuori e che i presenti dovrebbero ignorare ciò che diranno i fake media in proposito. Quei posti vuoti però c'erano e l'insistenza di Trump sul tema li ha resi più evidenti.